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28/11/2005

Povero illuso
E’ possibile ipotizzare il comunismo senza comunisti?
O il fascismo senza fascisti? L’illuminismo senza illuministi; o l’impressionismo senza impressionisti; e la cretinaggine senza cretini?
Però, pare, possano esistere illusionismi senza illusionisti.
Eh, sì;
questo è quanto tutti debbono aver dedotto, allorquando R. Rao, portavoce dell’ex portaborse di Forlani, nella tarda serata di ieri, dopo che si era scatenata la caccia al mago nascosto nelle affermazioni che P.F. Casini aveva fatto al palazzo dei congressi dell’EUR, precisava che il suo datore di voce non aveva parlato di “illusionisti” ma di “illusionismi”, Ergo, non era il caso di cercare il mago Zurlì della situazione.
 
Fino al momento del brillante salvataggio con salvagente linguistico, il buon Pierferdinando mica si era accorto di averla fatta fuori dal vasino?
No; evidentemente aveva preso sul serio il votiunoprenditre che gli era stato prospettato dalla riforma elettorale proporzionale con primarie incorporate ed era partito, lancia in resta, alla riaggregazione del mitico centro.
Intorno a “gli italiani sono stanchi di illusioni e illusionismi” ci aveva piazzato delle tracce come: “non abbiamo la bacchetta magica”; “…gli italiani sono stanche di pollai e di baruffe” e, soprattutto, “…credo che non serva evocare il nemico politico come pericoloso bolscevico” che sembravano chiari indizi per l’individuazione del Mandrake indigeno
 
Fiero, lui, il figlioccio del coniglio mannaro, orgoglioso di aver mostrato, dopo anni di supino galleggiamento, il suo coraggio, se n’era andato da Pippo, a Domenica in, per completare l’opera e lanciare Baccini come candidato sindaco a Roma.
 
Poi, e Bondi, e Corsetto, e Schifani, e Cicchitto; e, via via, tutto il resto della CdL, con il capo che, cadendo dalle nuvole, diceva di ignorare cosa aveva detto e cosa volesse dire, c’era stata la reazione all’attacco avventato.
Tanto che, in serata, toccava al buon Rao, metterci una pezza.
 
Oggi, Lunedì, tutti i maggiori quotidiani aprivano con gli illusionismi di Casini.
A mezzogiorno, il caso non era stato risolto; in serata, la corrispondente Tg5 da Barcellona che doveva relazionare sulla conferenza Euromed, spendeva  ¾  del suo reportage alla ricerca dell’illusionista delle illusioni perdute.
Che, caso risolto, veniva finalmente individuato dal cavaliere come uno che guida lo schieramento di centrosinistra ed ha la faccia da mortadella.
Casini deve aver tirato un sospiro di sollievo. Con un colpo di bacchetta magica la situazione incresciosa in cui si era cacciato era risolta.
Da domani in poi, c’è da credere che non ci proverà più a prendere sul serio l’illusione che, all’interno della Cdl, competition is competition.
La libertà di manovra che pensava gli fosse stata accordata?
Pure quella.
Un’illusione.
Cp

Postato da: Eremo a novembre 28, 2005 23:06 | link | commenti (3)

Smentire per la gola.
 
Per definizione, quale ne sia il tipo di organizzazione sociale e politica, un ministro degli esteri si occupa delle relazioni che il paese, del cui governo fa parte, intrattiene con il resto del mondo.
E', quindi, indispensabile che si informi, che ne conosca la realtà ed abbia quanti più elementi possibile per poter rettamente e correttamente operare.   
Questo in teoria.
Perchè, in pratica, le cose, da parecchio tempo a questa parte, almeno nel belpaese, vanno diversamente.
 
Un televideo di Venerdì 25, dava notizia del fatto che G. Fini, terzo ministro degli esteri del Berlusconi II, smentiva l' esistenza di un rapporto UE che "accusava Israele" di perseguire una politica espansionista a danno della popolazione palestinese.
Storace smentisce Brabeck; Fassino smentisce l'Adn Kronos; Casini il mago Zurlì, Berlusconi l'universo mondo ed anche se stesso, poteva mancare la smentita di Fini?
Seguendo il clichè che lo vuole, in ogni occasione, assumere toni secchi, netti, precisi e decisi, nel corso di una conferenza stampa appositamente convocata alla Farnesina:
"Non esiste un rapporto UE che accusa Israele"
Vabbuò;
considerata, però, la materia, uno si può chiedere se il rapporto non esiste, è una grave mancanza; se esiste, sarebbe meglio leggerselo. O no? Così, magari, si evita di fare o dire o troppe cazzate.
Cmq., la smentita c'era; il rapporto no.
E, come sempre in questi casi, con i cani da guardia dei politici nei vari Tg, "porta a sporta" che di gialli conosce solo quello di Cogne e di talpe quelle dell'isola, toccava aspettare il giorno dopo per leggersi il buon vecchio quotidiano.
Che, Sabato 26, diceva che sì, il rapporto esiste.
 
Secondo quanto rivelato da "The Guardian" e dal "New York Times" (scusate se è poco), è stato redatto dagli esperti del Foreign Office britannico per conto e su commissione della presidenza di turno della UE.
Il quotidiano britannico ne ha pubblicato ampi stralci che, tutto sommato, come sempre in casi del genere, non sono nient'altro che la riproposizione dell'acqua calda.
L'annessione di fatto di Gerusalemme est "tramite l'illegale costruzione di nuovi insediamenti ebraici"; la politica di confisca delle terre palestinesi e di sviluppo degli insediamenti colonici; la costruzione del muro che parcellizza l'abitato palestinese del West Bank; le eliminazioni mirate, le deportazioni....che scoperte o rivelazioni sono?
Ufficializzano, mettono nero su bianco quello che tutti sanno e, quando si tratta di tirarne le conseguenze, ognuno degli addetti ai lavori ignora.
 
La durezza del rapporto, da quello che ho letto, stava nella valutazione delle conseguenze che tutti questi elementi, oggettivamente, hanno in rapporto al perseguimento di un processo di pace che abbia, come sbocco finale, la creazione di uno stato palestinese indipendente ed autonomo. Che, continuando sulla falsariga, è realistico pensare non abbia mai a crearsi. Con buona pace, commento mio, di quanti cianciano di pacificazione o di soluzione a breve della annosa e scandalosa vicenda.
   
E, fin qui, a parte il fatto che, finalmente, si cominciava ad aprire gli occhi sulla realtà, niente di trascendentale.
Cosa che, evidentemente, al terzo ministro degli esteri del Berlusconi II non deve essere garbata molto.
Se, come riportava The Guardian, lunedì 21 Novembre, nel corso della riunione dei ministri degli esteri dei paesi aderenti, ha ritenuto opportuno bloccare una discussione nel merito.
 
Ho seguito la vicenda.
A stretto giro di posta, nel pomeriggio di Venerdì, l’ufficio stampa della commissaria B.Ferrero Waldner, diramava un comunicato con il quale informava che, il prossimo 12 Dicembre, ci sarebbe stata una riunione dei ministri degli esteri UE con, all’ordine del giorno, il rapporto che non esisteva. In merito al blocco posto da Fini dichiarava che il ministro degli esteri italiano aveva avuta una “diversa percezione” della vicenda.  
Domenica mattina, l’israeliano Haaretz, senza commento, pubblicava, anch’esso, ampi stralci del rapporto attribuendone, però, la paternità alla delegazione di deputati europei che, nei mesi scorsi, si era recata in missione a Gerusalemme est e zone limitrofe.  
 
Riflettendo sono arrivato alla conclusione che, non essendo stato discusso e fatto proprio dalla commissione europea per le relazioni esterne, il rapporto redatto dagli esperti del Foreign Office o dai parlamentari europei, a rigor di logica, non poteva definirsi “rapporto UE”.
E, quindi, non esisteva e, almeno fino al 12 Dicembre p.v., non esisterà.
G.Fini, dunque, non aveva detto una bugia; echec…!
Si era solo scordato di dire la verità.
Cp

Postato da: Eremo a novembre 28, 2005 20:53 | link | commenti