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16/04/2006

Chi la vuole cruda
e chi la conta cotta.
 
Sembrerà strano ma, una volta,  i prosciutti si chiamavano prosciutti.
Dalle mie parti, in genere, per tenere in equilibrio l’economia di una famiglia tipo, al fine di recuperare e reinvestire il capitale necessario all’acquisto del porcello, primo anello del circolo economico virtuoso, il destro veniva venduto al commerciante ambulante che riforniva i negozi dei cittadini.
Il sinistro, quello il cui pregio gli deriva dal fatto che i porcelli, per ritemprarsi, fra una sessione conviviale e l’altra, usano stendersi sul lato destro ed, operando questa scelta, non lo ammaccano col loro peso, veniva lasciato stagionare nel cellaio.
Da non confondere con “cantina”, termine venuto in uso in epoca successiva alla decadenza della civiltà contadina e la cui adozione è indice di una evoluzione/involuzione della pertinenza domestica.  
 
I tempi cambiano, ed una bella/brutta mattina di parecchi anni fa, il bottegaio che, col depauperamento delle dispense familiari ed il conseguente allargarsi delle sue competenze, aveva assunto il titolo di salumiere, alla richiesta:
“100 grammi di prosciutto”,
invece di calare la testa, allungare il braccio per brancare il re dei salumi che dava bella mostra di sè nel banco già vetrato, ma non ancora refrigerato, la alzò ed, impettito, allo sventato avventore, replicò:
“Crudo o cotto?”
Allorché quest’ultimo, confuso, chiese spiegazioni, si sentì rispondere che i fabbricanti di prosciutti, recependo gli ultimi ritrovati delle scienze alimentari, erano, finalmente, in grado di ovviare alla scarsa digeribilità, il lardo superfluo, l’osso inestetico, poco funzionale e, per di più, facile vittima delle carie, proponendo una versione evoluta degli stessi.
L’apostrofato, perplesso, annuì, e si piegò alla novità.
Ma, nel far ritorno a casa, gli sorse il dubbio che, dietro l’arricchimento e la diversificazione dell’offerta, poteva esserci del rancido. In salumeria.
Troppi porcelli in giro, si disse. Additivi e conservanti, per quanto efficaci, anche al di là del loro stretto ambito di competenza,( come, di recente, si è scoperto) possono solo rallentare e non eliminare alla radice il pericolo di inrancidimento.
Vuoi vedere che sono ben altre le ragioni per istradare un certo numero di cosce di suino su un percorso diverso da quello della lenta e pericolosa stagionatura?
I vantaggi sarebbero tanti.
Last but not least, quello di accorciare i tempi del ritorno economico. Che, in questo caso, si ottiene, ficcando, anziché sull’apposita scaffalatura, direttamente in pentola, il prosciutto.
Crudo&cotto.
Come la birra.
Che, nel paese del vino, una volta, era birra. Che altro?
Poi, con l’arrivo degli snack bars, gli autogrills, i pubs alla spina, nonché i barilotti di latta che, sugli scaffali di un supermarket, ne elevano il rango, ci si accorse che, fino  allora, si era, sì, bevuta birra, ma cotta.
E dalla sera alla mattina, o, meglio, fra la sera e la mattina, si scoprì che, la stout, la ale, la pale ale, la lager, la pilsen, di quella che, una volta, era birra c’era una versione cotta ma anche una cruda.
Che, per inciso, senza anidride carbonica, budget familiare permettendo, non ti gonfia ed è anche più buona.
Del latte?
Quando lo si va a comprare, la scelta, in contenitori opacizzati o tetrapak, è vasta. Discorso a parte per quello corretto all’inchiostro, varia dalla lunga conservazione alla alta digeribilità; passando dallo scremato al parzialmente scremato, si arriva al fresco.
Che, come, a mezzodì su Rai1, diceva la simpatica agronoma tutta presa a spiegare al giornalista che gli intervistava l’ultima nata nella sua fattoria, fresco, nel senso di appena munto, non è.
Come gli alimenti di cui sopra, viene sottoposto alla pastorizzazione. Processo che, uccidendo i batteri che lo inacidirebbero nell’arco di una giornata, eliminano anche la vitamina A e la D.
E’ vero che alla perdita, non definita né quantificata in rapporto agli altri alimenti, si può ovviare passando in farmacia(o, se Storace avesse spezzato le reni ai farmacisti, al supermercato). Ti ci compri un flaconcino di multicentrum e dai, al contempo, il tuo apporto all’incremento del pil, ma non è la stessa cosa.
Questo l’ammonimento della scrupolosa agronoma che, per dar forza alle sue precisazioni, invitava il giornalista ad inserire una monetina nel distributore automatico che gli avrebbe elargito un bel bicchierozzo di latte. Crudo
Che, una volta, era fresco e basta.
Ma, da quando il fresco, per essere tale, abbisogna di cottura, come si fa a definire un fresco non cotto?
E’ evidente che ci si ritrova ficcati in un vicolo semanticamente cieco.
Per uscire dal quale bisogna svicolare in ambiti  in cui la dicotomia, da tempo, si è inverata.  
Verità pura.
Nuda e cruda.

Postato da: Eremo a aprile 16, 2006 19:24 | link | commenti (2)

15/04/2006

Diaria elettorale pasticciata
Ovvero,
Neapolis laurinorum.
Delle cui cronache, sezione elettorale, il serto d’alloro va, senz’altro, assegnato a quella che, nel ruolo di protagonista, vedeva il comandante Achille Lauro. Grosso armatore, napoletano verace, in joint venture permanente, indistinguibile ed inestricabile con la politica. Monarchico nostalgico, testardo ed impenitente.
Profondo conoscitore dell’animo disincantato della sua gente, non brillava ( non avrebbe saputo che farsene)  per eloquio, capacità espositive o presenza scenica.
Telegenìa e scienze derivate erano di là da venire, ed il perno, lo zoccolo duro, l’atout efficacissimo delle sue campagne elettorali, era costituito dalla scarpa.
Quella destra.
Perché quella sinistra, il suo pool elettorale, agli “indecisi”, la devolveva ad urne chiuse, ed a proclamazione degli eletti certificata.
Dalla croce apposta in un determinato riquadro del simbolo, alla semplice barratura imposta su una determinata lettera del logo, c’era tutta una casistica di segni concordati fra comitato elettorale ed elettorato “indeciso”.
Pratica delicata, questa, che, con l’ausilio di talpe, all’opra istruite, oculatamente distribuite nei seggi, si rendeva indispensabile per certificare la tappa fondamentale al perfezionamento dello scambio voto/paiodiscarpenuove.
Ma Neapolis, città nuova, è anche Partenope, città vecchia. E l’una senza l’altra, sarebbe un paio di scarpe incompleto.
A chi volesse approfondire, le cronache racconterebbero di una non rigida applicazione del contratto.
Ad elezioni concluse, le scarpe, infatti, venivano devolute ad esaurimento scorte, ed a prescindere.
Altri tempi! Un pizzico di cuore, molta creatività e poca tecnologia. 
 
Venerdì 14 Aprile 2006.
Su Rai3 , a mezzodì e dintorni.
C. Augias intervista il guru delle analisi sociopolitiche Ilvo Diamanti dell’osservatorio del nordest.
-Professore? professò, com’è ‘sta storia? Cosa è successo? Chi ha sbagliato? I mezzi d’informazione hanno sprecato milioni(di euro) per sondaggi ed exit polls ed, alla fine…  
-Ma no! Tutto esatto, tutto corretto.
I sondaggi fotografavano la situazione, le gaffes sulla tassazione delle rendite non ha influito granchè, la eliminazione dell’Ici, alquanto…il presidente Berlusconi, giustappunto, aveva detto che, se la percentuale dei votanti avesse superato l’83%, la CdL avrebbe vinto.
E gli “indecisi” sono stati decisi nell’ultima settimana.
Degli exit polls, se ne poteva fare a meno ed aspettare le proiezioni del voto reale…..
 
Mercoledì 12 Aprile 2006
Da Antilope cobbler, il calzolaio.
-Prima di metterla sotto la pressa, metti un po’ di colla in più fra l’ intercapedine di suola e tomaia di ‘sta maledetta scarpa sinistra. L’ho comprata, alla fine di Febbraio, in saldo invernale,  e già mi si è scollata.
Nell’attesa.
- Carmela è ‘na bambola; Giggino è cretino; Cicciotte s‘a fà sotte; e Ninì ha l’ occhio blì… poi, che c’avrà mai ‘sto telefonino Umts? La foto alla scheda l’ho fatta e…
-Uhè scemo, non c’era abbastanza luce! Nella cabina elettorale.
 
  
Lunedì 10 Aprile 2006.
Fra il nugolo di lancio di agenzie che, dal giorno prima, aggiornavano costantemente la percentuale dei votanti, analisi la cui comparazione era resa difficile dalla non omogeneità dei dati di riferimento, exit polls che, al Senato, davano una forchetta 45%-49%, / 50%-54%, in favore dell’Unione,  una nota del segretario politico dei verdi, Pecoraro Scanio, interrompeva l’omogeneità dei bollettini.
Gli attivisti della formazione ecologista da Sant’ Antimo, hinterland napoletano, gli comunicavano che molti “indecisi” si stavano recando ai seggi elettorali.
Da exit polls fatti in casa, col ricorso a tecnologia non omologata, si arguiva, si evinceva e si presupponeva che l’argomento principe che aveva deciso molti “indecisi” era la fotografia.
Non tanto della situazione socioeconomicopolitica quanto quella umts.
In pratica, anticipo di una ventina di euro, una foto alle schede barrate al posto giusto, esibizione della stessa, e perfezionamento dell’indecisione con la restata ventina di euro.
 
La tecnologia si è evoluta, ma l’indecisione paga sempre.
Scarpe diem

Postato da: Eremo a aprile 15, 2006 14:14 | link | commenti

12/04/2006

 

Con fusione

La migliore, secondo me, l'ha regalata il timido corrispondente di una testata britannica. Che, cultore di studi classici, da un "Pirrhus" latino ed un "piros" greco, ha tirato fuori un ardito "pirrica". Efficacissimo, però,  per definire der staat der dinge, all'indomani del dì di festa.    

Fresco di soddisfazione da scampato pericolo, il  quadro della confusione italica, da Ferrara, te lo dà un Enrico Letta che, col cipiglio di chi all'opra s'accinge, rimbrotta il suo interlocutore:

"Non si fa così! In tutti i paesi civili, avanzati e pitipumpete e pitipamepte, il capo della coalizione perdente, come primo atto, telefona, si mette in contatto, manda un segnale di fumo, al capo della coalizione vincente per riconoscere la sconfitta, congratularsi, ed augurare buon lavoro al capo della coalizione vincente."

Il che, se si volesse solo ricordare che, alle elezioni del 2001, in USA,  Al Gore, solo dopo mesi di conteggi, riconteggi, ricorsi, sentenze che annullavano sentenze, si arrivò alla rituale e fatidica telefonata, dà la cifra, approssimativa, della confusione che regna nel regno del kaimano.

"'...'cause he(the key man) had the great capability to shape on him the opposition", più o meno, diceva M. Franco intervistato dai sorridenti colleghi della BBC, digitale terrestre edition.

Lui, lo stimato notista, si riferiva alla politica che, vieppiù, scivola sui personalismi spettacolari. Ma l'icastica pennellata torna buona anche per dipingere altre tonalità della confusione imperante.

Perchè, caro Enrico, te l'hanno detto che, a primarie dell'Ulivo in corso, il key man ti ha cambiato la legge elettorale? E si è votato col sistema proporzionale?

Certo, Ciampi, non vede l'ora di voltar pagina e di dare l'incarico di formare il nuovo governo al professore.

E'' vero, attualmente, al Senato ci sono due senatori in più per il centrosinistra e, per 25.000erotti voti, alla camera, si potrà contare su di una settantina di deputati in più.

Ma, ieri sera, richiesta legalmente inappuntabile, per una volta tanto, si chiedeva il riconteggio delle schede.

 E non solo!

Ma colui che, ancor prima di intraprendere la sua carriera di imprenditore prestato alla politica, fra i mali del mondo, al primo posto, ha sempre messo il comunismo, chiedeva, senza neanche tanti  giri di parole di allearvicisi. Coi comunisti. L'offerta, evidentemente, era per quelli che lui definisce "comunisti camuffati".

In controcanto la mitica Confindustria oggi guidata dal ferrarista Montezemolo, come sempre "preoccupata" delle sorti del paese".

Il professore è ancora occupato a festeggiare. A sinistra non si è ancora levato ma c'è vento di "grosse koalition".  

Non lo so, ne abbiamo viste tante, ma tante. E potrebbe anche darsi che, seguendo l'esempio dei locomotori tedeschi di Germania, per difendersi dai venti gelati di crisi pregressa, e progressa, si scelga di avvilupparvicisi dentro. La grosse koalition. Che, si sa, per quanto grosse possa essere, in fondo, è una coperta corta intessuta apposta per lasciare fuori i comunisti. Non quelli che, fino ad ieri, erano definiti camuffati. Gli altri.  

Quelli che, perfino Fede, definisce persone serie leali e corrette.

Al caffè.    

 

 

Postato da: Eremo a aprile 12, 2006 06:28 | link | commenti

11/04/2006

Alla faccia!

Mia, sopratutto! Che c'avevo creduto.
Che mi dicevo che no, non può essere. Non può essere che si sia tanto coglioni (ipse dixit) da scegliere il baratro.

La sintesi del quale è rappresentata, se non altro, proprio dalla legge elettorale definita "porcata" da chi l'aveva portata in Parlamento e se l'era vista approvata.

Avevo seguito, a spizzichi e bocconi,  la noiosissima e squallida campagna elettorale. Di cui, dalla tele, mi erano rimaste impresse le facce sorridenti dei colonnelli di An.

Dei La Russa, dei Gasparri,  degli Storace. Del quale, in un inciso a corredo di una domanda, la cronista ricordò che, da governatore del Lazio, aveva cartolarizzato perfino le strutture ospedaliere. E, nonostante ciò, aveva lasciato un pesante deficit. E Non è la stessa cosa con le finanze della Repubblica? Il cui deficit, nonostante propositi e proclami, invece di diminuire, è aumentato?

Ed adesso che non ci sono neanche più le spiagge da cartolarizzare e restano i fitti delle strutture degli enti pubblici da pagare?

Che c' avevano da sorridere i colonnelli di AN massacrati e ridicolizzati dall'interlocutore di turno?
Forse immaginavano? Forse sapevano?
Il problema è sapere cosa.

Ed adesso?
Adesso che c'è la peggiore delle soluzioni? Il peggiore esito elettorale? Il quasi pareggio?!?
Sostanziale o meno che sia, il baratro non può che allargarsi.

Lo si chiami:
1) governo con maggioranza risicata; 2) ritorno alle urne; 3) grosse koalition,
l'esito sarà sempre lo stesso.

Da che mondo è mondo, è il "cartaro" che vince. Ed il "cartolarizzato" che perde.

E

Postato da: Eremo a aprile 11, 2006 06:46 | link | commenti (4)

10/04/2006

Waiting for the boom.
 
 
"Mano nella mano con la mamma, alle 13 di Domenica 9 Aprile, è entrato nel seggio elettorale".
Così, Maria Paola Milanesio, sulla seconda de Il Mattino di Napoli di oggi 10 Aprile 2006, riporta una notizia.
Che fa notizia perchè il signore che, mano nella mano, con la mamma, alle ore 13 di etc. etc.., M.P. Milanesio, donna e, beata lei, credulona, afferma essere un personaggio, molto ma molto importante e conosciuto. In un paese chiamato Italia. Ed anche altrove.
Ah, sì?
Mah! Boh!
Secondo l'inaffidabile cronista, alla discesa in seggio, avrebbe fatto seguito uno scambio di battute con il rappresentante della lista dell’Ulivo. Il dialogo sarebbe andato avanti nel modo seguente:
 
Signore ex crapapelata -                   Fai una croce sul simbolo di Forza Italia
Mamma del tizio ex crapapelata-      ?!?!?!?!
Rappresentante Ulivo-                        Presidente, guardi che non si può".
Signore col pil crescita -  Nemmeno con la mamma? Siete proprio l'Italia che non  vuole bene!
 
Ammesso che tali fantastiche fantasticherie avessero un minimo aggancio con la realtà, mi chiedo, ed anche la Milanesio, se vuole essere attendibile, dovrebbe chiedersi il perché di un comportamento tanto anomalo.
Da parte del rappresentante dell’Ulivo.
Perchè costui non ha chiamato le forze dell’ordine e si è,invece, intrattenuto in un amabile chiarimento con l'extraterrestre camuffato da Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana?
Quand'anche fondata sull'etere televisivo?
 
C’era da chiedere.
-A chi?
A chi non si vorrebbe bene?
Alla tenera e trepidante mammà,
o al tipo camuffato da figlio di mammà?
Alla signora Rosa o al signore che, la Milanesi giura trattarsi di uno, se non alto, molto ma molto appariscente?
 
Per cui, causa l'assurdità della situazione, le cose non possono essere andate così.
Se ci fosse un minimo aggancio con circostanze e fatti realmente avvenuti, con personaggi davvero esistenti, la cosa avrebbe dovuto seguire un altro iter.
Il rappresentante della lista dell’Ulivo avrebbe, dopo l'uscita provocatoria(costruita su commissione, ed a tavolino da qualche communication guru) e la gag conseguente cui, incosciente, aveva fatto da spalla, avrebbe dovuto, dicevo, rivolgersi alle forze dell’ordine per chiedere di arrestare l’extraterrestre colto in flagranza di reato. Anzi, di reati.
1)       Propaganda in un seggio elettorale;
2)       Istigazione a delinquere con circonvenzione di mammà.
3)       Offesa a pubblico ufficiale.
Che, come reati, in “un paese normale”, ci starebbero tutti.
E, con un Calvi a disposizione, anche qualcosina di più.
 
Le cronache degli american twenties riportano che Scarface Al Capone, il trucido mandante, se non esecutore materiale della strage di San Valentino, fu incastrato da un agente delle tasse.
Questa, se la storia della Milanesio fosse vera, senza aspettare un esito elettorale certo e scontato, poteva essere l'ennesima, ultima in ordine di tempo, occasione capitata ad un umile rappresentante di lista(corrente buonista, con tutta evidenza)  per toglierci dai coglioni (in Italia, da quel dì, si può dire), un tizio che crede, e dice di sé, essere stato al governo di un paese avanzato e civile.
Comunque, la festa sta per cominciare.
Buon prò ci faccia.  
P.S.
Amaramente aggiornato a festa neanche cominciata. E, con il Venerdì di passione alle porte, altro che festa! 

Postato da: Eremo a aprile 10, 2006 14:39 | link | commenti

09/04/2006

Deterring democracy in Italy:
a key case of thought control.
Opposizione alla*(Svuotamento della) democrazia in Italia:
un caso emblematico di controllo del pensiero. Seconda parte.
C-....lasciando al suo posto la polizia fascista, cosa che fecero, ostacolando i sindacati e mettendo in atto una varietà di tecniche similari .
Ma, dopo, si concluse che se la pratica non avesse funzionato, gli Stati Uniti avrebbero fatto ricorso ad una mobilizzazione nazionale, avrebbero cominciato a promuovere attività paramilitari in Italia contro il governo. L'NSC (Consiglio Nazionale di Sicurezza) vinse, e la storia continuò fino agli anni 70 e, forse, in seguito.. Voglio dire che abbiamo notizie solo fino agli anni '70 perchè i documenti cui abbiamo accesso si fermano a quegli anni. Il che include il sostegno alla P2. Quindi lo sforzo di minare la democrazia italiana risale a molti anni fa. Rispetto a questo, Berlusconi non sta pianificando azioni militari per rovesciare il governo. Quello che sta succedendo non è "normale", ma rispetto ai tentativi di indebolire la democrazia non è una cosa gravissima.
E la stessa cosa vale qui. A Clinton non è successo di avere molti processi per corruzione. Ma dai uno sguardo alle inchieste che si registrano su di lui e dai uno sguardo anche a quelle di Reagan e prendi in esame alcuni personaggi dell'amministrazione Reagan(1981-!989).
 
P. C'è più che un sospetto, qui in Italia, che Berlusconi ha ottenuto un forte supporto dalla mafia siciliana.
 
C.- Sì, ma da dove la mafia siciliana è uscita fuori? Non è sorta dal nulla. La mafia fu, come sai, distrutta da Mussolini. E come si è ricostituita? Fu ricostituita mentre le armate americane e britanniche avanzavano attraverso la Sicilia e, poi, l'Italia del Sud e la stessa cosa (avvenne) nella Francia meridionale e fu ricostituita come un'agenzia per minare la resistenza e sabotare la sinistra.
 
P.- Hai esaminato in dettaglio la questione italiana, dunque?
 
C- Non ho fatto una ricerca originale, ma l'ho presa in esame(incrociandola) con fonti diverse.
 
Così, per esempio, nel mio libro "Deterring Democracy" "Ostacolare la democrazia", uno dei capitoli[Il capitolo 11: La democrazia nelle società industriali] tratta del primigenio progetto degli USA e del Regno Unito dopo la seconda guerra mondiale, che era quello di minare la resistenza contro il fascismo e di restaurare il sistema tradizionale. Si parla dell'Italia, e ne parlo in un libro successivo con nuove rivelazioni. E c'è un ottimo libro  che ho esaminato "World orders; Old and New; london 1997" Ordini mondiali; vecchio e Nuovo, Londra 1997. E' di uno storico italiano[Federico Romero, Gli Stati Uniti ed il Movimento delle Associazioni Sindacali Europee, 1944 195, North Caroline 1989, 1992] che, detto per inciso, pensa che fosse giusto che le Forze Alleate "avessero disarmato la resistenza e riportato all'ordine il suo Comitato di Liberazione Nazionale" sulla base del fatto che " i liberi movimenti sociali e politici hanno sempre ispirato diffidenza fra gli alleati" poichè essi erano "difficili da controllare". Romero descrive gli sforzi di britannici ed americani per indebolire i sindacati e la resistenza contro il fascismo nell'Italia del Nord. E ne dà un'interpretazione positiva, ma lo descrive in modo molto accurato.
 
P. E le basi per questo furono gettate immediatamente dopo la seconda guerra mondiale, giusto?
 
C.- Sì, e non solo per l'Italia. Fu un fenomeno su scala mondiale, lo stesso che ebbe luogo in Giappone. Fu instaurato in Giappone, ed uno studio molto importante è stato pubblicato da poco. - vinse il premio Pulitzer [Hiro Hito e la formazione del Giappone moderno di Herbert Bix] - sul modo in cui gli USA rimisero sul trono l'imperatore Hiro Hito dopo la seconda guerra mondiale come parte dello sforzo di supportare il fascismo ed indebolire la sinistra. E' così dappertutto nel mondo.
 
P.-Quindi le forme italiane tradizionali di corruzione sono molto meno serie della varietà statunitense?
 
C.- Ti cito un altro esempio per convincerti. In Francia, in un paese vicino (all'Italia), anche lì, abbiamo avuto una fortissima resistenza antifascista e forti movimenti sindacali. Il Sud fu, da subito, colpito per indebolire i sindacati ed ostacolare la sinistra. Ed, a tal fine, essi ricostituirono la mafia corsicana e quella è l’origine del traffico di eroina nel mondo. Per ripagarli dei loro servigi, diedero loro il monopolio della produzione di eroina.
(In Italia) E' la stessa cosa della french connection, giusto? Ecco dove il problema postbellico della droga trova la sua origine. Queste sono cose importanti. Devi semplicemente dare uno sguardo al NSC1 che ho citato. NSC1, il primo memorandum del Consiglio di Sicurezza Nazionale, che è molto importante, richiede, come ho detto, se necessario, la coercizione. Gli USA avrebbero fatto appello ad una mobilizzazione nazionale, preparando contemporaneamente la guerra, e avrebbero supportato le attività paramilitari sul suolo italico.
 
P- Da quello che dici ne consegue che Berlusconi potrebbe essere stato spalleggiato dalla mafia; ed, andando a ritroso, dagli USA.
 
C.- Sì, furono gli USA che ricostituirono la mafia. E tu sai che Mussolini eliminò la mafia.
 
P.-Infatti. Quindi, in Italia, stiamo assistendo solo ad una parte della storia. A questo proposito, ti posso fare ancora una domanda riguardante il problema Berlusconi? So che non ami dare consigli e, probabilmente, non lo farai neanche in questa occasione, ma c'è molta gente di ispirazione radicale, qui in Italia, che si chiede cosa si può fare. Alcuni hanno scritto libri per esporre la vastità della corruzione e delle ingiustizie in Italia, dalla mafia e presumibilmente le forme berlusconiane (della stessa) a quelle più socialmente accettabili delle varietà accademiche. So che hai inquadrato il problema all'interno di un più vasto contesto globale, ma c'è qualcos'altro che possiamo fare e che dovremmo e non stiamo facendo e che vada oltre un contesto italiano?
 
C.- La risposta a queste domande è sempre la stessa, non importa quale sia la problematica: non ci sono segreti che sono stati scoperti negli ultimi due secoli. Nel caso dell'Italia, vale a pena di mettere in risalto la criminalità, le connessioni mafiose e così via - la gente dovrebbe capire la realtà. ma la domanda è: ha importanza per loro? Ed ora il grande problema in Italia, per quanto possa vedere, è che la gente più o meno sa - potrebbe non conoscere i dettagli- ma, per essi, non ha importanza.
 
P.- E perchè pensi che non se ne importino?
 
C.- Non se ne interessano perchè sono sottoposti alla tremenda pressione - il che non riguarda solo l'Italia ma il mondo intero - di cercare di allontanare la popolazione dall'arena politica. E' chiamato neoliberalismo, ed ha il suo nucleo in Gran Bretagna e negli USA - ancora le nazioni all'avanguardia - ma è diffuso un pò dappertutto, ed è il principale sforzo di cancellare quello che accadde negli anni 60. Ciò che accadde in questi anni fu estremamente terrorizzante per le élites internazionali. Puoi averne un rendiconto, più o meno impressionante, in "The Crisis of Democracy".
%%%%%%

Postato da: Eremo a aprile 09, 2006 08:01 | link | commenti

06/04/2006

Come da cog..ahem copione, passando dai soliti  giudici komunisti che, invece di curare Attanasio che, si sa, è il cavalo vanesio che se la intendeva con la cavalla fumantina di Dell’Utri, per adesso, ultim’ora, siamo ai brogli elettorali ed agli osservatori ONU. Ed è solo Giovedì… 
 
Deterring democracy in Italy:
a key case of thought control.
Opposizione alla*(Svuotamento della) democrazia in Italia:
un caso emblematico di controllo del pensiero.
 
Noam Chomsky dice a Domenico Pacitti che le accuse criminali contro Silvio Berlusconi sono ordinaria amministrazione per gli standards americani e spiega come l'Italia è stata il principale obiettivo degli sforzi statunitensi per sabotarvi la democrazia a partire dalla seconda guerra mondiale. Le proteste internazionali sono il modo migliore per affrontarli, sostiene Chomsky.
 
P.- Il miliardario Silvio Berlusconi, magnate del'informazione, è stato eletto recentemente capo del governo dopo le elezioni politiche (Marzo 2001 n.d.t.) nonostante un gran numero di gravi accuse per attività criminale ed un conflitto fra i suoi interessi economici e quelli politici. Potrebbe sembrare che gli elettori italiani sono meno interessati ad istanze di ordine morale e di più a quello che, essi pensano, possa fare per loro.
 
C.-Bene, perchè pensi che la situazione sia diversa dalla Gran Bretagna o dagli Stati Uniti?
 
P. E' quello che speravo tu possa spiegare.
 
C.- Bene, la risposta è che non c'è differenza.
 
P.- Puoi argomentare sulla questione?
 
C.- Qui (negli Usa), abbiamo avuto un' elezione qualche mese fa. Ora io non so in Italia, ma qui, da noi, la popolazione è oggetto di sondaggi per gli scopi più diversi. Così si hanno un discreto numero di dati sulle preferenze della popolazione.
Ad Harvard, per esempio, c'è un progetto chiamato "The Vanishing Voter Project"che spero ti dica qualcosa. Riporta numerose analisi di mercato condotte tramite sondaggi per cercare di determinare perchè i votanti hanno perso interesse nelle elezioni nel corso degli ultimi vent'anni.
Una delle cose che essi misurano è il senso di impotenza, e cioè, che non si può fare niente che possa incidere sul processo politico. Il che (il senso d'impotenza) ha raggiunto un nuovo picco quest'anno, molto più alto che in qualsiasi altro periodo precedente. Immediatamente prima delle elezioni, circa il 75 per cento della popolazione sentiva che non ci sarebbero state affatto elezioni, che era solo un gioco giocato da ricchi contribuenti, i capi di partito ed i mezzi d'informazione.
L'intera industria delle pubbliche relazioni, o della pubblicità, era occupata a formare candidati, allenandoli ad usare certi gesti e dire certe parole che l'industria della ricerca (di mercato) indicava potessero aumentare il numero di voti. Ma(in realtà) essi non intendevano dire quello che dicevano e tu (in quanto votante) non eri ritenuto in grado di capire ciò di cui parlavano, e tutto era senza senso, solo una sorta di gioco di pubbliche relazioni.
 
P. E  pensi che quello che sta accadendo in Italia sia simile?
 
C- Per quello che posso dire è molto simile, ma io non conosco l'Italia così bene come gli Stati Uniti. Questa è una tendenza che fu sperimentata negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna e risale ai primi anni del secolo. Era inevitabile che dovesse essere (diffondersi) in paesi più democratici.
C'è una consapevolezza che risale agli anni 20 - che penso si sia diffuso, più tardi, in altri paesi -    
che la gente non si può più controllare con la forza. Gli stati stavano diventando più democratici.
La franchigia si stava estendendo. I conservatori britannici( tories)- sono disponibili verbali delle loro riunioni interne - si resero conto a partire dalla prima guerra mondiale che non c'era più modo di mantenere il popolo, inteso nel senso più ampio del termine, lontano dal processo elettorale. Essi capirono che erano parte di un'unione (unità) che stava per conoscere un allargamento della franchigia e, perciò, essi avrebbero dovuto indirizzarsi a quello che fu chiamato una guerra politica.
Si chiamano pubbliche relazioni ,  intendendo propaganda, per cercare di controllare le pubbliche scelte ed i pensieri della gente dirigendoli verso altri interessi tenendoli lontani dall'arena politica dal momento che non è più possibile controllarli con la forza. la stessa cosa fu messa in opera negli Stati Uniti. Infatti ci fu un’ enorme crescita dell'industria delle pubbliche relazioni proprio in questo periodo e per le stesse ragioni.
Nelle società più avanzate e più democratiche, ci sono delle buone ragioni per credere che quando una società guadagna più libertà, la propaganda prende il posto della violenza come mezzo per controllare la gente.
 
P.- Risulta che Berlusconi ha una lista di reati penali ma, a causa della legge italiana in materia di prescrizione dei termini, di fatto, si è sottratto, si è sottratto a tutte ed ognuna di queste sentenze. Un recente libro fornisce una lista di 14 capi di accusa contro di lui. Riporta che, nell'ultima decade, è stato condannato tre volte a pene detentive, per un totale di sei anni e cinque mesi per corruzione, finanziamento illegale e falsi in bilancio.
 
C- Per gli standards americani, siamo nell'ordinarietà.
 
P.- Nel 1990, Berlusconi, fu condannato per falsa testimonianza per aver negato la sua affiliazione alla loggia massonica P2, un'organizzazione anticomunista che utilizzava i servizi di intelligence per fini politici. La sua condanna fu una delle tante che, molto tempo dopo, fu annullata da un'amnistia generale. ............................
 
C. Proprio così. L'Italia, per quanto ne sappiamo, è stata il principale obiettivo degli sforzi USA di minare la democrazia fin dalla seconda guerra mondiale. C'era una grande paura che, negli anni 40 del secolo scorso, la sinistra in Italia avrebbe vinto una democratica elezione. Nel 1948, in particolare, c'era una grande preoccupazione che la sinistra, che aveva molto prestigio perché aveva condotto la resistenza contro il fascismo - il che aveva un grande valore a quell'epoca, ed era affiancata da organizzazioni di sindacato - era sul punto di vincere le elezioni, e gli Stati Uniti avevano (approntato) piani. Non so se ne sei al corrente ma il National Security Council's first planning body, NSC1…….si occupava di come minare la democrazia in Italia. Allora questo era considerato essere il problema in quel periodo. La conclusione fu che potevano minare la democrazia agendo sulla distribuzione di cibo - e non ho bisogno di ricordarti che la gente, a quel tempo, aveva fame.
Lasciando al loro posto la polizia fascista, cosa che fecero, ostacolando i sindacati e ricorrendo ad  una varietà di tecniche similari.
Ma, dopo, si concluse che se la pratica non avesse funzionato, gli Stati Uniti avrebbero fatto ricorso ad una mobilizzazione nazionale.
 
Fine parte prima. Segue.
 

Postato da: Eremo a aprile 06, 2006 17:20 | link | commenti (2)

05/04/2006

Prove di re gim

Che, di prove, non avrebbe proprio bisogno. Perchè, detto, ridetto, giurato e spergiurato, re dei Gorgonzola lo  nacque. 

Ed, infatti, avevo in animo di mantecarci un risotto, ma ho trovato salsicce, patate e piselli. Unti.  

Per carità di patria, mi ci sono arreso. rassegnandomi al susseguente appesantimento che, con inconfessato sollievo da parte mia, almeno per stasera, mi impedirà di curare la traduzione dell'intervista di D. Pacitti a N. Chomsky.  E, visto che c'ero, mi son dato allo sfoglio dei televideo.

L'eletto e l'ineleggibile, Silvio&Fidel, che urlano:

"Prove di re gim, prove di re gim".

Ma come?

Stasera, il risotto, se l'è cavata. Ma sono almeno tre mesi che sperimento la mia scoperta innovativa ed, adesso che stavo pensando di battere sul tempo Knorr e Plasmon, brevettandola prima di loro....Ma fa che cicciolistenstoyou è tanto indiavolato da intrufolarsi perfino nelle pentole? Un coperchio in testa ci vorrebbe! 

Ed adesso?

Alternandosi ai fornelli, il ris'otto mantecato al gorgonzola si mettono a prepararlo loro? Echecazzo!

Il Silvio dice che non metterà le mani nelle tasche etc. etc... eh,

Sì, vabbé, ma nel risotto...?

Comunque, seppur con tutta la muffa che può cumularsi per i tanti anni che va avanti 'sta storia, una volta fattamene una ragione, ho riso. Per otto.

Con Gianni e Pinotto; uno restato a guardia della stalla, l'altro, da anni, in disperata e travolgente sortita a controllare i buoi di fuori porta.Tutto sotto controlo, tutto sigillato, e si lamentano? E di che?

Del fatto che, il buon T. Capuozzo, dopo lo tsunami, manderà in onda "Terra" senza ospiti?  

Ed E. Mentana, il neon di Matrix, se lo accende e se lo illumina da solo?

E vabbuò, almeno per stasera, unti, dovranno, pur'essi, ripiegare su patate e piselli.

Per accompagnare i contorni, dopo l'anticipo di ieri, si può sempre aspettare che il capo ritrovi la vena e si decida a devolvere il resto.

E

Postato da: Eremo a aprile 05, 2006 20:14 | link | commenti

Trad’unzione


Con tutto quello che, quotidianamente, ti tocca far finta di non sentire, ieri, all’ora di pranzo,  come un fulmine in un  cielo che, di suo, era già ampiamente coperto, zacchete, sono arrivati i
“coglioni”
del Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana.
Di cui, per dirla tutta, si sentiva proprio la mancanza.
E fosse niente! Mica finisce qui!

Già era cominciata nel primo pomeriggio, ieri sera, è continuata, domani e fino alla prossima lasagna, toccherà sorbirci la ridda di interpretazioni autentiche, autorizzate, non autorizzate, spurie, controverse, su cosa debba intendersi col termine
“coglioni”.


Ho appena letto la versione che ne dà il Key man.
Che, più o meno, tradotta, suona:
“Ho una gran paura che dovrò andarmene  a Tahiti”.
La situazione è sconcertante e, personalmente, mi lascia  afasico.
Ed allora?
Tocca fare di necessità virtù.

Giustapproposito, navigando in rete mi sono imbattuto in:
http://www.justresponse.net/
del prof. Domenico Pacitti con un sacco di articoli interessanti.
Fra cui delle interviste a N. A. Chomsky.
Per il quale, se non si fosse capito, nutro una vera e propria venerazione.
In rapporto alla situazione italiana, e tanto per dimostrare che non solo il compianto I.Montanelli, ma anche chi ha la fortuna di non conoscerlo, può dire “Io lo conoscevo bene”, mi sono proposto di tradurre (a puntate, perché è abbastanza lunga):

Deterring democracy in Italy: a key case of thought control.

Comincio dal fondo, per inquadrare meglio la situazione.
Spero di terminarla prima di Domenica perché vorrei inviarla agli amici di Come Don Chisciotte.

“Noam Chomsky, il linguista americano, filosofo ed attivista politico, è, da molti, considerato un leader intellettuale di statura mondiale ed uno dei pensatori più importanti dei tempi moderni.
Autodefinitosi "una sorta di anarchico socialista", è stato, a lungo, un infaticabile promotore di campagne per i diritti umani ed ha scritto più di 30 libri ed innumerevoli articoli che spiegano ed attaccano la politica estera degli Stati Uniti.
E' considerato il padre della moderna linguistica per aver trasformato lo studio del linguaggio e della mente circa 40 anni fa. E' "Institute Professor" nel dipartimento di Linguistica e Filosofia al Massachusetts Institute of Technology.

http://web.mit.edu/linguistics/www/chomsky.home.html

Domenico Pacitti è un giornalista ed un accademico internazionale. Come corrispondente per "The Times Higher Education Supplement" e "The Guardian" di Londra e "contributing editor" del
"World Parlamentarian" di Bruxelles, ha scritto circa 400 articoli contro la corruzione in Italia, in particolare, nelle università. Ha insegnato filosofia, linguistica e cinese nella università del Regno Unito ed in Italia. Attualmente insegna Lingua e Letteratura Inglese ed Americana all'Università di Pisa.

http://www.humnet.unipi.it/~pacitti/

Nota: L'intervista fu pubblicata dal JUST Response il 20 maggio 2002. In precedenza era stata pubblicata da www.terrelibere.it, nel Febbraio 2002.

Postato da: Eremo a aprile 05, 2006 05:22 | link | commenti (2)

04/04/2006

Una quindicina di giorni fa, mi sono iscritto a Come don Chisciotte, un ottimo sito di controinformazione.

In occasione del terzo anniversario dell'inizio della guerra in Iraq, ho tradotto un articolo di D. Rahkonen che mi è stato pubblicato, e di ciò ringrazio la redazione, sul n. 5 dell'edizione in formato pdf del giornale.

Editoriale:
Mosca invade lo Yucatan e giustifica l'invasione con la minaccia del terrorismo.
di Dennis Rahlkonen.
scritto per l' Online Journal.
editor@onlinejournal.com
 
Mar 10, 2006, 00:31
 
Si prenda in esame il seguente scenario:
Siamo nel 1966 - nel bel mezzo della guerra fredda - e l'Unione Sovietica invia l'Armata Rossa, 7.000 miglia lontano da casa, ad invadere arbitrariamente il Messico. Il tutto senza alcuna provocazione o plausibile causa.
L'invasione immorale ed illegale viene giustificata dall' assurda bugia che indica nei messicani un' imminente, terribile minaccia per la Madre Russia.
 
Mosca rovescia il governo messicano, ricorre ad elezioni pilotate per installare un regime fantoccio. Si appropria, quindi, del petrolio dello sfortunato paese.
 
Durante l'attacco iniziale e nel corso della successiva resistenza contro l'odiosa occupazione da parte dei patrioti messicani, decine di migliaia di persone sono uccise.
 
Sull'intero pianeta, hanno luogo massicce manifestazioni di protesta.
Su uno dei più diffusi striscioni, esibiti nel corso di questi indignati cortei, si legge:
 
" Leonid Brezhnev: Il terrorista numero uno".
 
Nei vicini Stati Uniti, tutti si sentono oltraggiati.
 
Specialmente i conservatori americani, che sono comprensibilmente adirati. Essi condannano la messa in scena sovietica richiamando, giustamente, quello che avvenne con l'espansionismo fascista di Hitler.
 
Ora, usciamo da questo scenario immaginario, troppo assurdo per pensare che possa essere mai accaduto.
 
Siamo nel 2006, e sono gli Stati Uniti, governati da G.W. Bush, che hanno occupato l' Iraq in seguito ad un'aggressione denominata "schock-and-awe"(colpisci e soggioga) che, facendoli a pezzi, ha spazzato via non solo i difensori dell' Iraq, ma anche vecchi, donne terrorizzate e bambini.
 
Più di 100.000 di essi sono morti.
 
L'artefatta giustificazione razionale per una inutile guerra si è, ampiamente, dimostrata ridicola.
 
Esistono documenti che, incontrovertibilmente, dimostrano come la ricchezza derivante dal petrolio iracheno deve essere instradata verso i forzieri delle corporations (multinazionali) statunitensi con mezzi truffaldini.
 
(In Iraq vi sono) Collaborazionisti ed opportunisti, ivi compreso un regime che ricorda quello del norvegese Quisling che Washington ha portato al governo, mentre quelli che resistono e perseguono il fine dell'autodeterminazione sono fucilati dai marines, o torturati ad Abu Ghraìb.
 
Proteste indignate sorgono spontaneamente in tutto il mondo. Striscioni con su scritto
 
" G.Bush: Il terrorista numero uno" si materializzano un pò dappertutto.
 
Negli Stati Uniti, tuttavia, i conservatori lodano la maledetta guerra di Bush.
 
Guidano SUV e possiedono azioni delle grandi compagnie petrolifere.
 
Sputano ipocrisia così come un vulcano erutta nuvole di cenere fluttuante.
 
 Gli Oppressi diventano Oppressori.
 
800 Sioux della riserva di Pine Ridge, nel Sud Dakota, prestano servizio militare in Iraq.
 
La disoccupazione, a Pine Ridge, supera l'80per cento. Il consumo di alcool e di droga è molto diffuso.
 
Lo stato di salute generale e la scolarizzazione sono inferiori a quello di molti paesi del terzo mondo.
 
Spesso, per strada, sono stato avvicinato da poveracci senza arte né parte. Dormono sotto i ponti delle superstrade e si procurano un pasto presso qualche missione. La maggior parte di essi sono    
"indiani", alcuni hanno lasciato Pine Ridge per cercare una sorte migliore nella città dell'uomo bianco.
 
Nel mentre, altri, che provengono dalla riserva, rischiano di saltare in aria su ordigni rudimentali per rendere effettivo lo stesso furto di terra e di risorse naturali che lastricò, fin dall'inizio, la vita dei nativi americani con una scia di lacrime e sangue.
 
Non ci sono né botoli di erba secca rotolante né sciacalli, nelle terre brulle a nord di Baghdad, ma, tuttavia, va in onda una vecchia, familiare, triste storia.
 
 
Dalla culla alla tomba in 19 anni. 
 
Una giovane coppia vede nascere il primo, sospirato figlio.
 
Con infinito amore, lo vedono crescere, fare i primi passi, e giungere in età prescolare.
 
Com'è bello aspettare Santa Klaus, il coniglio pasquale e cantare insieme le prime filastrocche per imparare l'alfabeto.
 
Poi, arriva il tempo del giardino d'infanzia, la scuola e lo studio vero e proprio. Il bambino porta a casa libri, legge delle storie, impara a far di conto. Le stelle d'oro sono la ricompensa per le buone prestazioni scolastiche. Mamma e papà ne vanno fieri.
 
Poi, vengono le scuole medie, ed i primi sports di squadra. Com'è bello essere un bambino americano.
 
Alle scuole superiori, il primo amore ed il primo lavoro danno nuovi stimoli a tutti. Il ragazzo studia con profitto. L'università è vicina.
 
Lacrime di gioia solcano le guance di entrambi i genitori nel momento in cui il diploma, conseguito dopo l'esame finale, illumina le loro vite.
 
Il ragazzo è diventato un giovane uomo di belle speranze.
 
Spinto da un sincero e genuino spirito di servizio, il diplomato si arruola nella Guardia Nazionale. E' solo un servizio part-time, che dà la possibilità di aiutare la comunità durante i periodi di emergenza in conseguenza dell'insorgere di uragani ed alluvioni.
 
Ma, quando i disastri naturali arrivano, un disastro non provocato dalla natura impedisce alle milizie della Guardia Nazionale di poter intervenire.
 
Un disonesto, cattivo presidente, di sua iniziativa, ha scatenato una terribile guerra in Medio Oriente. Le guardie nazionali sono state mandate all'estero a causa di un bugia su armi di distruzione di massa che non sono mai esistite.
 
Uno ad uno, poi, in gruppo, giovani uomini e donne della Guardia Nazionale hanno cominciato a morire., vittime di gente che, con fucili e bombe, vogliono che i soldati stranieri se ne vadano lontano dal sacro suolo della loro patria.
 
Un brutto giorno, il campanello della casa del giovane americano che, solo pochi anni prima, giocava nel cortile della stessa, suona.
 
Due uomini in uniforme dicono alla madre, che sta già tremando prima ancora che una sola parola sia pronunciata: "Ci dispiace doverla informare..."
 
La donna scoppia in lacrime.
 
Dallo schermo del televisore del salotto, un tronfio uomo sogghignante, da un podio, parla di "onorare quelli che sono caduti, continuando a combattere, finché non sia raggiunta una completa vittoria".
 
Ma ciò non può accadere, perchè non c'è onore nel proseguire un' impresa distorta che è destinata al fallimento.
 
Fra pochi giorni, papà e mamma vedranno scorrere, davanti ai loro occhi, l'intera vita del loro ragazzo nei pochi momenti che occorrono per interrare una bara sotto il ben curato prato di un cimitero.
 
Nel mentre, in città, un altro giovane si prepara a partire per il campo di battaglia.
 
E, nell'ospedale locale, altri genitori ridono di gioia mentre si chinano sul frutto del loro amore.
 
In sordina, sul comodino accanto al letto, una radio manda in onda una canzone vecchia di parecchie decadi:
 
"Quando mai impareranno? Impareranno mai?"
 
Dennis Rahkonen di Superior, Wisconsin, invita tutti a dare il proprio contributo affinchè ci sia una grande partecipazione alle proteste popolari, in occasione del terzo anniversario dell'inizio della guerra in Iraq, il 19 Marzo.
Può essere contattato al seguente indirizzo e mail.
dennisr@cp.duluth.mn.us
Tradotto per www.comedonchisciotte.org da Chomsky5

 

Postato da: Eremo a aprile 04, 2006 22:24 | link | commenti (1)

02/04/2006

F.Maphia

Non è che la differenza fra quando, gigionesco, restava seduto sullo sgabello attrespolato e quando, giogioneggiante, viacrucizzava fra le poltrone degli ospiti, si notasse molto

 

 

Ma, ai tempi dell'MCS, quella terza serata di tanti anni fa, qualche tempo dopo l'omicidio di L. Grassi, un occhio per controllare che l'attacapanni fosse al posto giusto, anche se non tutti se ne accorsero, si alzò.

Spostossi al centro della scena, indicò le magliette dello scandaloso delitto, quelle che, sul davanti e sul didietro, caratteri Bernard MT Condensed, stampigliata in bella evidenza, recavano la scritta

Mafia” 

e, rivolto all'audience, di teatro, di poltrona, e fors'anche di nuvole celesti, incupito, disse:

"Questa, cari ragazzi, non va indossata, va bruciata!"

Applausi da far saltare il Parioli. E giù, un pistolotto dei suoi sull'incoscienza giovanile e sul cinismo di certa imprenditoria che ogni occasione è buona per.

Una rivisitazione in chiave postmoderna, insomma, del celebre aforisma leniniano che vorrebbe gli imprenditori capitalisti a tal punto dediti e devoti alla propria missione da vendere al boia la corda per esservi appiccati.   

Una tirata memorabile. Di quelle che fa individuare, nell'ex tessera piduista pentita e confessa, il capofila di quel covo di comunisti che è Mediaset.

E vabbene.

Un amico, l'altro giorno, raccontava

Forse, stavolta, la Brichetto Moratti non c'entra perchè sta preparando quella per la difesa del roccaforte di Milano; F. Storace nemmeno perchè la sua dignità gli ha imposto di occuparsi di quella legale;  i sottosegretari, nei loro collegi, ad occuparsi di quella elettorale ma, a scuola, è arrivata la campagna. 

In ciddì. Tre pezzi, gratis et amore dei, che ci fai almeno un paio di lezioni ed una campagna. Contro l'uso e l'abuso di alcool. Fra le giovani generazioni.

Uno audio; e due audio, trattino, video!

Uno non aveva la scheda video compatibile; l'altro, il lettore audio; quell'altro ancora, nè l'una nè l'altro. infine, anche se malandato, ne hanno trovato uno, di pc, in grado di riprodurre i files.  

Belli; belli; belli! 

Il primo è giocato tutto sulle suggestioni vocali della voce inconfondibile di G. D'Alessio; Il secondo ti spara un gruppo di hiphoppanti rappanti un "Non bevete" skiantante; il terzo...non mi ricordo.

Ah sì, ricordo la schermata iniziale, quella che, a cascata, carrellava i contribuenti. The cast who did the deed, gli artisti che contribuirono alla buona riuscita dell'impresa con finalità etiche e morali.

Ed ho visto:

I. Grandi, F. Renga, Paola & Chiara, M. Masini, Dj Francesco, L. Dirisio, Dolcenera, Simone, M. Di Cataldo e una decina di artisti emergenti, tra cui Pier Cortese, il cantante di Souvenir....

In mezzo alla cascata, con la "ph" di philosophia", c'era anche

F. Maphia.

Non lo conosco ma, per essere stato scelto come testimonial, per i giovani, i meno giovani, gli anziani, le donne, ed i bambini, sarà

un nome, una garanzia.

Postato da: Eremo a aprile 02, 2006 06:48 | link | commenti (5)