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25/06/2006

Due per uno

In mutande, non mi ci sarei trovato; col pigiama primaverile, che fa freddo d’inverno e caldo d’estate,  figuriamoci. Domani, giuro, pigiamino short fashion e via.

Di quelli che, se ci vai in giro sottocasa, col buio e colle palle che corrono, passeranno per il pinocchietto di Lippi. Che, scritto fra parentesi, che se ne fa, lui, visto che, fuori casa, lo porta Gattuso per conto di compare Cannavaro?!?

 

Così, la corvée alle finestre per rinfrescare una notte afosa di inizio estate, è toccato farla in trousers di lana pettinata. Che, fanno tutto loro, spremono e bevono sudore peggio che delle sanguisughe.

Per carità, ottima qualità e taglio standard. Taglia superiore troppo larga, taglia inferiore troppo stretta. La 52 large, al momento della scelta, ruffiana, prometteva però, ad un seguace, a torto sospettato di apostasia del  dio ozio, di ricordargli che deve dimagrire.   

 

Tutte le colpe, comunque, non erano del pantalone o dei pantaloni. Se, oltre al vero imputato cioè io, dovessi trovare un altro colpevole, zacchete!

Cotechini!?!  2!  Un sabato sera all’inizio di una notte d' estate che i meteorologi prevedono fra le più calde degli ultimi 100 anni?

Cotechini? A Giugno!?!

Eh; non ci sono più i porcelli di una volta. Di quelli che, per farsi scannare, avrebbero aspettato i mesi comandati e non avrebbero dato modo alla naturale generosità di mia cugina di manifestarsi aggiungendo alle due bistecche scontrinizzate che, stronze, appena in casa, erano corse a rintanarsi in frigo, i malnati.

 

Il primo era andato per accompagnare l’insalata (lattuga, pera, arancia, sale, filino d’olio); l’altro perché era stato trascinato a viva forza sulla brace dall’ obnubilamento euforico provocato dal primo e la complicità dell’entusiasmo indotto dal chissà perchè le cose, quel pomeriggio di una vita da Khan, erano riuscite di un bene che meglio non si sarebbe potuto.

 

Poi, con l’ultima finestra in attesa di apertura, a tradimento, è arrivato l’sms dell’amico che, periodicamente, ti sfotte.

Qui, alla festa, cucinano di un bene…

Mannaggi’’a tté che quello che ti riesce meglio, è la vie en rose.

Irato come un cane che, impedito dalla catena, non può mordere, ho sperato che avesse dimenticato il portafogli (portafoglio) a casa. Così avrebbe, almeno, sentito i morsi del detersivo per il lavaggio dei piatti!

In fine di sms, la botta!

 

Io me n’ero scordato. Non ci volevo pensare, ero stato così bene, ieri.

Mi ero incazzato in santa pace col motorino che (l’ho scoperto, alfine!) c’ha la bobina fusa. Con la mimosa pudica che, rinsecchita, non ti dà neanche la soddisfazione di una finta resistenza e appena l’afferri per la vita, arrendevole che è una schifezza, te la ritrovi fra le mani e, tronco morto, si fa trascinare al ceppo per offrirsi in legno aromatico alla grigliata dell’inganno. Consolazione sconsolata, nascosta ed al riparo dal sole, ne sta crescendo un’altra che promette meglio della parente botanica.  

Per farla breve, dopo averla tirata per le lunghe, non è il caso di enumerare tutti i vantaggi di un sano pomeriggio di un Sabato da cani.  

Vota no.

E me lo doveva dire lui!?!

Il problema non è come votare, ma votare, appunto.

Su cosa?

Su il signor “ sì” ed il signor “no”.

A cosa?

A qualcosa che, se invece di tutte queste diatribe avessero letto ed applicato la Costituzione,  sarebbe riuscito meglio (per noi e peggio per loro, d'accordo) del cosiddetto federalismo degli uni e degli altri?

Se, per prendere il caso più pietoso, l’aio di Bossi, il compianto professor Miglio, avesse saputo leggere, avrebbe insegnato al suo scapestrato allievo che incalzando il personale politico (ed anche se stesso e la sua pattuglia se si ritengono tali), sulla pura e semplice applicazione della Costituzione vigente, ci avrebbe ricavato anche la macroregione padana. Se avesse saputo leggere.

 

E, così, già sotto il peso di una follia che, ieri sera, mi ha portato ad arrostire ed a non digerire due cotechini, è il caso di andare a dirgli che la macelleria istituzionale non mi serva il primo.

Sperando che si scordi del secondo.

Perchè, di cotechini, basta ed avanza lo zampone già presente nella cara vecchia Costituzione.

Piero Ostellimo, da Ferrara, diceva che la sinistra è conservatrice.

Io, per me, mi ci ritrovo di netto e ci metto la mano sul fuoco dove arrostirò i cardi selvatici da conservare sott'olio.

Il personale politico, almeno quello di sinistra, se proprio vuole far vedere che sta facendo qualcosa, si limiti ad applicarla la cara vecchia Costituzione.

Ce n'è di lavoro da fare.

A questo proposito, dopo averla concessa ai morti durante una "missione di pace", non  potrebbere assegnare una medaglia d'oro ai morti per la guerra del lavoro.

Senza scendere nei tragici particolari  di ieri, le statistiche dicono che ne basterebbero 4 a settimana.

E

Postato da: Eremo a giugno 25, 2006 08:56 | link | commenti (4)

23/06/2006

Referendum

E' lo strumento attraverso cui si esprime la volontà popolare.

Dopo che ha vinto il sì, discutiamo. Dopo che ha vinto il no, discutiamo.

Io ci vado comunque. Però sembra proprio che, come D. Rumsfeld ha definito quella italiana in Iraq, la mia presenza sia ininfluente. 

Se non ci andassi e non votassi in un certo modo, sarei indegno di essere italiano. 

E se mi facessi ammazzare dagli "alleati" il n.2 dei servizi di intelligence senza manco dire una parola?

Il referendum non l'ha chiesto il suo partito ma l'opposizione. Eppure, E. Gardini, neo portavoce(di questi tempi porta male) di F.I., ritiene che se vincesse il no, la volontà popolare sarebbe conculcata.

E se si approva una Costituzione Europea col solo assenso del Parlamento?

E

Postato da: Eremo a giugno 23, 2006 04:27 | link | commenti

22/06/2006

La Bandiera

Di due colori; azzurro e bianco con la stella di David di Israele. Uscita chissà da dove, portata davanti ad una telecamera, sventolava sulla testa di un calciatore. Del Ghana.

Tre giorni fa, C. Pagliara da Gerusalemme ha mandato in onda un corteo di protesta. Da Sderoth, est della Striscia di Gaza, sui bordi occidentali del deserto del Negev. Cittadini di Israele che protestavano contro il governo del loro paese perchè non si può vivere (ma neanche morire ) sotto un continuo lancio di razzi Qassam. C. Pagliara precisava che, siccome i razzi sono imprecisi, creano ancora più terrore. Non è il caso di domandarsi cosa produrrebbero se fossero "precisi".

Due giorni fa, un drone (aereo senza pilota e teleguidato da terra) è volato su Jabaljia (campo profughi) a nord di Gaza. Il razzo sparato si è rivelato impreciso. Mirava ad un auto con guerriglieri di Al Aqsa, Ha ucciso tre bambini. Due subito, il terzo è morto in ospedale.

Ci sarebbe una richiesta di tregua sessantennale proposta dal governo di Hamas.

La cronista Rai, stamattina, informa che le IAF del ministro della difesa israeliana Peretz stanno continuando la caccia preventiva (perchè è da giorni che di Qassam non ne arrivano più su Sderoth) ai Qassam.

Non sarebbe meglio trovare un accordo con il governo "illegittimo" di Hamas?

E' più "produttivo" sventolare la bandiera della "legalità"?

E videntemente

Postato da: Eremo a giugno 22, 2006 07:56 | link | commenti (2)

Lo specchio.

Come se fosse facile e semplice. Specchiarvicisi.

Stamattina, con molta circospezione e patema d'animo, ho seguito il consiglio di quello che ha cambiato 50 facce. Della Costituzione della Repubblica Italiana. Cui, quest'anno, è andato un honoris causa del premio Strega.

Ufff....meno male, va. Mi è andata meglio che a Kafka che si ritrovò mutato in scarafaggio. Sono ancora un coglione.

E

 

 

Postato da: Eremo a giugno 22, 2006 07:21 | link | commenti (3)

20/06/2006

Il processo del secolo.

Per l'imputato Saddam Hussein l'accusa ha chiesto la condanna a morte. Alla tele non specificavano se per impiccagione, fucilazione, decapitazione, lapidazione, o annegamento. O, nel caso fossero già disponibili gli ultimi apporti della tecnologia americana, sedia elettrica, iniezione di curaro.

Certo, neanche di fronte a 148 persone uccise, sopratutto se si è contro la pena di morte, ci si può permettere il lusso di esclamare: "Tutto qui"? 

Ma, ed i circa 5.000 curdi gasati? E la guerra di aggressione contro l'Iran? E tutti gli altri crimini che, credo tutti sperassero, sarebbero stati puntualmente enumerati, messi gli uni dietro gli altri e portati come capi d' accusa in un processo di una tale importanza?

Nei giorni scorsi, per la prima volta, in una dichiarazione semi ufficiale rilasciata, però, di fronte a giorrnalisti e telecamere di tutto il mondo, George Walker Bush, per la prima volta, ha detto che, in Iraq, non c'erano armi di distruzione di massa, ma che la guerra andava fatta.

Lui, non l'ha detto, ma si presuppone che la ragione stia nel fatto che il tiranno andava rimosso. Un tiranno che sarà condannato per la uccisione di 148 persone.

Eppure, se l'interpretazione USA della (da controllare il numero della risoluzione ONU) fosse passata, la guerra in Iraq avrebbe avuto come pezza d' appoggio legale la presenza e la detenzione di armi di distruzione di massa. 

Per farla breve, la guerra in Iraq si è fatta perchè l'amministrazione Bush ha deciso così. Da cui si desume che decine o centinaia di migliaia di persone sono morte e molte altre ne moriranno perchè il Presidente degli USA ha deciso così.

Non mi piacciono i testi sacri. Sopratutto quelli che ti spiegano che gli eventi funesti (guerre, eccidi, inondazioni, carestie....) sono da accettare perchè provvidenza divina. 

Però, a ben guardare, alla luce delle consiserazioni di cui sopra, c'è da dire che sono più comprensibili.

E

Postato da: Eremo a giugno 20, 2006 06:48 | link | commenti (5)

19/06/2006

Tema;

sconvolgimento.

Le intercettazioni sconvolgono il mondo della finanza; le intercettazioni sconvolgono il mondo del calcio; le intercettazioni sconvolgono il mondo del malaffare.

Memore del fatto che, Storace alle comunicazioni, le intercettazioni avevano sconvolto il mondo delle intercettazioni, il mondo della politica interviene.

Sulle intercettazioni.

Canis non edit canem. Semmai, lo cripta

 E..kripton

 

Postato da: Eremo a giugno 19, 2006 22:35 | link | commenti (3)

Legalità illegale;

Illegalità legale.

 

Coi tempi che corrono non è ben chiaro, anzi è chiarissimo, su cosa si fonda il diritto. Individuale, collettivo ed internazionale.

Sulle leggi scritte, i trattati e le convenzioni internazionali o i desiderata di uomini di governo e di chi vi sta dietro?

 

Televideo.

A Gaza, ieri notte, un’auto salta in aria.

L’autorità palestinese afferma che la causa è stata un missile israeliano. Israele afferma che l’auto era imbottita di esplosivo.

Qual è la verità?

A chi tocca accertarla?

 

Il governo israeliano annuncia che smantellerà le colonie illegali in Cisgiordania.

Le colonie sono israeliane. Sono state costruite da israeliani senza il permesso del governo israeliano. Se ce ne sono di illegali,  evidentemente, ce ne sono di legali. Costruite col permesso del governo israeliano? la fonte della legalità è israeliana?

La Cisgiordania è israeliana?

Colonie?

Esistono delle leggi che, in altri stati, regolamentano la “colonia”? Esiste, nel diritto internazionale, qualcosa che si chiama “colonia”?

 

E au de Cologne

P.S.

G. Fini, il terzo ministro degli esteri del governo Berlusconi, è scusato perchè, lui, è sempre stato per la monarchia. Assolutamente.

E D'Alema?

Postato da: Eremo a giugno 19, 2006 13:24 | link | commenti (4)

16/06/2006

Il fattore K;

Tris ti re.

 

K- V. Emanuele di Savoia, da poco, è diventato cittadino italiano. E' domiciliato in Svizzera. L'hanno fatto nascere a Napoli.

C'è da scommettere che Calderoli ci salta su per dire che questa è la prova provata che, a Sud, basta nascerci. 

 

K. G. Fini non c’entra, precisava il televideo. Agli arresti domiciliari è andato il suo portavoce.

Il portaocchi ed il portaorecchie non li ha mai avuti. Il parlamento non li passa.

 

K- E. Filiberto è uno dei pochi figli del quale, per adesso, non si può dire talis pater, peior filius. Dopo l'arresto ha detto:

“L’hanno arrestato come un bandito!”. 

Chissà quando arresteranno un  bandito come un principe. 

 

E re, mò?

Pokers

-“Hai sentito? Hann’arrestat’o ‘rre!
Meno assonnato di me, il pensiero ancora alla conversazione col cliente seduto al tavolino che il mio arrivo aveva interrotta, Carlo non raccoglie il ridanciano esordio e manco mi risponde.


Da quando il solito bar è andato in ferie, il solito me lo procaccio al bar del centro commerciale. Che, nato come discreto e poco appariscente “Le petit café”, ha cambiato gestione ed è diventato un genialissimo  “Antò, fa caldo”. L’ esistenza in attività del quale, tazebao form, impatta la vista del visitatore all’ingresso del vasto ed articolato complesso commerciale.


E’ evidente che Carlo, o chi per lui, ha giocato sull'ambiguità del vocativo che si ottiene sconfinando nella forma dialettale. Se il mix lo servi in “italiano”, sai che cocktail profluviante artistic appeals ci shakerizzi?
Sotto il titolo una lista che, almeno a me, confonde vieppiù le idee. Ti lascia il dubbio se è il bar “Antò etc. etc” che presenta la collezione estiva o se l' “Antò fa caldo” è il menu in offerta estiva del caffè vattelapesca.
Io vado ad acqua liscia e non gasata; che me ne freg’à mmè!

 

Il giovane barista, dopo aver messo nella busta da asporto la bottiglietta col cappuccino ed  il cornetto liscio, sibila un “Phssss, con tutto quello che succede! Ma perché fanno tutto ‘sto casino!?! Se un mafioso o un camorrista si mette in contatto con te e, o una telefonata o la vita, tu che fai? Poi, ‘sti giornalisti! Sembra quasi che fosse in atto una tratta delle bianche.”

“E perché non delle nere”, mi verrebbe da dire e, visto che ci sono, non gli propongo neanche di volare alto. Di portare il discorso un gradino più su cercando, se non di capire, almeno di porselo il problema. Del perché una telefonata diventa merce tanto pregiata  da proportici uno scambio con la vita.


Ripiego su un più modesto “…e non potrebbe essere che, come va di moda, dai in pasto al pupo il poco per nascondergli il molto?”
Forse, il giovane ragioniere ed ottimo barista non era neanche nato quando, anni fa, le cronache rosa si tinsero di nero. Al largo della rada dell’isola di Cavallo, al largo della Corsica,un misconosciuto tombeur de femmes, issatosi su un panfilo reale, si prese una fucilata. Rischiò di perderci o non mi ricordo se ci perse una gamba. L’arma era un safari rifle e lo sparatore un re.


Già allora si parlava del ritorno dei Savoia. E si apprese che, fra i mester ch’el re ‘l fasea, el ghe l’era ch’el de la rappresentaziun. Non di armi, per carità. Dopo quello che è successo colla diatriba mercenario/bodyguard, dell’ industria bellica.
Il cappuccino si freddava ma non ho saputo resistere ed ho aggiunto:
“Al gr delle 7.00, ho sentito fare anche il nome di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin.
Se li risentiamo, offro io. Altrimenti, consumazione gratis.


Dall’adesione annoiata e non entusiastica alla betting proposal ho capito che era meglio chiedere a quanto mi dava un’Angela Merkel  raggiante come una ragazzina per la vittoria dei crucchi.

 

P.S.

Forse non tutti sanno che gli azzurri devono nome e colore (che, poi, è un blù) delle magliette proprio ai colori della casata Savoia.  

Sarà anche per questo che, ieri sera, contro gli USA, hanno pareggiato. Maledetti!

Se avessero vinto, le strade sarebbero state intasate da tanti cortei festanti. Sì, ma il biliardo sarebbe rimasto libero. 

Postato da: Eremo a giugno 16, 2006 23:43 | link | commenti (3)

La via.

Con tutta la solidarietà per il malato convalescente ma, non è un'impressione di oggi, semmai una conferma.

Del fatto che più passa il tempo e più il vate di Gemonio assomiglia al defunto sceicco Yassin, eliminato in modo "mirato" dagli israeliani delle IAF.

Con la differenza che, sulla strada della democrazia, il capo storico di Hamas stava procedendo in un senso ed il capo storico della Lega Nord, ha imboccato il senso inverso.

Starà andando in Irak per riportarne indietro un poco di tutta quella che ha esportato.

E

Postato da: Eremo a giugno 16, 2006 12:14 | link | commenti

15/06/2006

Le sai le ultime?

Ad una trasmissione ci sono tre giornalisti; Un americano, un  franc…no quella è un’altra. Ospiti del conduttore  di Ndp, niente di personale, su la7, E. Mentana e G. Floris.

Che, un po’ come i politici quando parlano di politica politicante, di che parlano? Di giornalismo.

Ce n’è da buttare, di sicuro, uno dalla torre. 

 

-Tremonti è simpatico e so che sta molto simpatico a Floris.

-Sì, dice un sacco di barzellette. Insomma fa un po’ di polemiche sulla claque ma accetta il contraddittorio e sa stare al gioco

- Bisogna riconoscere che è quello che viene meglio in televisione ed, in fondo, è uno dei pochi, se non l’unico che non pone condizioni.

-Ad eccezione di quella volta che su Rai3 con quella conduttrice…..

- Sì, ma là, non puoi fargli intervenire in diretta....Quella volta, Tito Boeri che è un economista della Margherita, intervenne ..... E negli accordi non era previsto…….

 

E questa è la prima barzelletta che introduce la seconda.

 

- Ma sì, lui è fatto così, prendere o lasciare L’unione ha fatto una gaffe nel non andare in televisione per impedire che ci andasse lui.

-Sì, ma lui ci voleva andare lo stesso. Tant’è vero che prima lui e poi Confalonieri hanno annunciato la sua presenza su Terra di Capuozzo e quando gli hanno detto che l’intervento non era nella scaletta settimanale preparata dal direttore, hanno risposto: Il direttore, chi?

-Sì, ma no, però, tutto quello che vuoi ma, poi, ci è andato?

A ‘sto punto al conduttore, giornalista, che come proposito si pose l’obiettivo di fare domande scomode, ai politici, al collega giornalista, non ha chiesto il perchè, quella volta, in tele, lui, nel senso del berlusca,  non ci è andato. Perché non volle il direttore della testa giornalistica o perché Prodi non ci è andato per impedire che ci andasse lui?

 

Siamo messi bene!

Se è vero che ogni giornalista ha il politico che si merita, mi chiedo, cosa si è fatto mai, noi, per meritarsi entrambi!?! Per non parlare di Gilardino che, da Kaiserslautern, lotterà per la pace.....

P.S. del 4 Luglio 2006, Independance day.

Italia U.S.A: è l'unica partita che mi sono perso. Se, in attacco, giochiamo col tandem Toni/Inzaghi e Totti trequartista, contro la Merkel si vince. Altrimenti?

So say goodbye its independence day
Papa now I know the things you wanted that you could not say
But wont you just say goodbye its independence day
I swear I never meant to take those things away

Postato da: Eremo a giugno 15, 2006 22:46 | link | commenti

Blog stone; Blog’s tone; Blogston.


Ma che c’avrà mai  di tanto pericoloso un blog?
Sarà mica una cluster bomb, uno shaìd, un proiettile al DU, un’atomica a basso potenziale, una bomba sporca!?! Che, se solo si pensa di pensarvici, salutare è farlo con cura e circospezione!?! Il fosforo può essere quello dei pixels o quello che hai o non hai in 'nda la crapa. Nè con l'uno, nè con l'altro ci puoi, però, per esempio,  "illuminare" le notti di Falluja.
Più che immagini, parole messe una dietro l’altra, aggregate in un modo piuttosto che in un altro,  altro non contiene, e allora?

Per quanto sia verissimo che le parole sono pietre, a differenza  delle armi, intelligenti lo sono davvero.
Nel senso che, quando sono offensive, non rispondenti a verità, intese a scopi inconfessabili come può essere la manipolazione della pubblica opinione, vanno a colpire chi le ha sparate. A meno che, a meno che…

Il discorso sarebbe lungo.
Nell’affrontarlo dovrei spendere tante altre  parole.
Se cedessi alla lusinga, la dilapidazione aggiungerebbe altro pietrame a quello già prodotto.
Boomerangato, rischierei di restare sotto il tumulo se non mi affrettassi a precisare che è delle parole contenute, aggregate, modulate, messe insieme, raccolte, accatastate, incasellate, accasate sotto un titolo, reperibili  digitando l’url del blog di  Carlo Panella che intendo parlare e non di quelle di un signor nessuno.

Che, il 5 Giugno c.a., avendo appurato che l’opinion maker di Italia1 gestione Liguori, il notista de Il Foglio, Panorama….nonché autore di saggi come il recente “Libro nero dei regimi islamici” aveva un blog vi ci si è recato.
Ha letto; c’era uno spazio aperto alle osservazioni dei lettori ed ha osservato.

A C. Panella che invitava M.Pannella ad opporsi alla linea del governo che intendeva ritirarsi almeno dall’Iraq, Eremo obiettava che non si fa così. C’era un programma sottoscritto e……Invitasse, semmai, Pannella a  passare dall’altra parte. Questo il 5 del mese in corso.


Il 6, Eremo ritornava. L’osservazione in “anonimo” era stata pubblicata senza commenti da parte del titolare del blog. A metà, ma, comunque, soddisfazione incoraggiante. Che ti spinge a farne un altro paio,, di obiezioni.
Il 7, Eremo torna, le colline non sono in fiore. Di visibile e pubblicato c’era il commento di un altro lettore, probabile simpatizzante di destra. I due suoi, no. Che si fa?
Fin quando non ti rende visibile, non puoi neanche provartici, se non ad interloquire con lui, ad obiettare  qualcosa al collega signor nessuno. Ci rimedi la figura del coso là, come si chiama, il troll.
Dovrebbe intervenire lui…….E torni l’8, ed il 9, ed il 10, e l’11…..
Mah;

Starà scrivendo qualche altro libro nero.
Il che potrebbe essere un’idea per quando, da apprendista, diventerò stregone. E, non c’è sfizio d’accordo. Ma se non dovesse smetterla di piovere, per passarci il tempo, quasi quasi mi metterei, anco mi, a scriverlo un libro.Se non proprio nero, almeno  variopinto. 
Quello del giornalismo.

 

Postato da: Eremo a giugno 15, 2006 12:34 | link | commenti

14/06/2006

Popoli&paesi

“Gerusalemme. In Israele l’allerta è tanto grande da essere visibile. Le pattuglie della polizia e le camionette dell’esercito sono ovunque: lungo le arterie principali del paese, nella capitale, per le strade di Tel Aviv. Fermano e controllano chi è in automobile, a piedi, in bicicletta. Le minacce di Hamas risuonano nell’aria: il movimento islamico ha detto che scatenerà la sua rabbia contro le “città sioniste”, dopo che – venerdì – sette civili palestinesi sono stati uccisi su una spiaggia di Gaza, presumibilmente da bombardamenti di Tsahal, anche se è in corso un’inchiesta perché potrebbe essersi trattato di un razzo Qassam palestinese fuori mira. Termina così ufficialmente la cosiddetta “tregua” sancita nel febbraio 2005 da parte di Hamas. In realtà tale “calma” è stata già interrotta più volte dal lancio di missili contro Israele e dalla tacita accettazione di attacchi suicidi compiuti in questi mesi da altri gruppi palestinesi…………”. (Il Foglio del 14/6/2206)

Nell’ex protettorato britannico di Palestina, in quella zona del Vicino Oriente che, a partire dal momento in cui devi sceglierci un nome, ti pone dei problemi, a dir poco, spinosi, sono giorni di fuoco. Tanto per usare un eufemismo.

Ti arrivano a gruppi. 3; 1; 3; 8, 11… difficile tenere dietro il numero di vittime innocenti, meno innocenti, casuali, mirate, importanti e meno…., perché esso, numero delle vittime, è in aggiornamento continuo. Fra ieri sera e stanotte la cifra esatta(?) era 11; stamattina, non ho voluto informarmi.

E' evidente che siamo ad un’escalation che fa assomigliare la zona a quella irakena ed afghana.Il che è vero anche in rapporto alla situazione economica e politica, e  per quello che riguarda quella bellica(?), militare(?) pacificatrice(?)
Per l’Iraq, Bush fa appello alle promesse degli alleati e li invita a devolvere al “legittimo” governo irakeno i milioni di dollari promessi; in Palestina, Bush, la C.E. ed Israele negano all' “illegittimo” governo palestinese i milioni di dollari dovuti.
“Legittimo”, "illegittimo"; “promessi” “dovuti”, non è proprio il caso di tirarne fuori una diatriba di ordine giuridico culturale e civile perché, al momento, laggiù, di una sola cosa c’è sicurezza. Del fatto che si muore.

Ed anche questa certezza che dovrebbe fornire dati definitivi ed assoluti è soggetta ad interpretazioni, distinguo, valutazioni……
Certo, sicuro, in aggiornamento accurato, continuo e circostanziato è solo il numero dei morti patiti
da quella che, a maggior ragione dopo le esercitazioni Nato da poco conclusesi in Sardegna che, per la prima volta hanno visto la presenza di truppe israeliane, è la coalizione occidentale.

Approssimativo, fluttuante, modificabile, soggetto a stime, valutazioni, distinzioni a seconda dei tempi, degli interlocutori e delle circostanze è il  numero dei morti della coalizione (sono o erano tutti classificati come “stati canaglia”) avversa.

Mi riescono male un sacco di cose; la conta dei morti peggio.
Comunque, per l’Afghanistan, non saprei proprio; in Iraq, la cifra degli avversari varia da qualche decina a qualche centinaio. Di migliaia.
Se, a seconda dei tempi delle circostanze etc. etc. si volessero contare anche i “morti collaterali” per denutrizione, mancanza di servizi…arriveremmo a qualche milione.
I morti delle Twin Towers sono stati quasi 2.800. 3.000, riferiti al solo Irak ed al solo ambito militare, è il numero dei morti nella coalizione occidentale.  2.500 sono i militari americani morti.

In Palestina, a Gaza soprattutto, e nei Terrritori Occupati di Cisgiordania, restando nell’arco temporale di  quest’ ultima settimana, il numero dei morti arabo palestinesi, molte donne, molti bambini, si aggira attorno ai 50. 0 essendo il numero dei militari e dei civili israeliani che, nello stesso periodo sono stati uccisi a Gaza, nei Territori Occupati. E sul suolo internazionalmente riconosciuto dello Stato di Israele. 

Eppure,
“A Gerusalemme la normalità ritorna a essere molto blindata.”
Hamas incrudelisce il fronte di guerra contro Israele per vincere la battaglia con Abu Mazen (isolandolo)
Blair sostiene Olmert: “O nuovi negoziati o una nuova realtà”.

Che, poi, cutandpaste preciso e doveroso, sono  titolo, completo di sottotitolo ed occhiello, dell’articolo che, magari solo nella versione on line, occhieggia il lato destro (di chi legge) della versione odierna de “il Foglio” diretto da G. Ferrara. E di cui, malvolentieri, ho postato le prime righe.

Postato da: Eremo a giugno 14, 2006 10:50 | link | commenti

11/06/2006

URL;
o dell’elettronico indirizzo.

Diego Armando Maradona, lo si sa, in campo e nella vita, nel bene e nel male, è stato ed è sinonimo di istinto allo stato puro o, di divino scorfano di brerana memoria trattandosi, allo stadio animale. La razionalità? Una perfetta sconosciuta.

Per cui, è impensabile che  l’urlo di odio gridato al mondo con cui l’ imbolsita (che, con basito, è il massimo del trendy) controfigura dello splendido calciatore che fu, dopo un gol marcato ai mondiali statunitensi del ’94, ci spaccò l’obiettivo della telecamera di bordo campo, fosse un atto preordinato o programmato, come usa dire, a tavolino.

Da sempre, con quello che ha, ognuno fa quello che può.
Il grigio del cemento dei pilastri dei cavalcavia in abbrivio agli imbocchi delle bretelle di accesso alle strade a scorrimento veloce accoglie quelli dei giovani pendolari.
Il nero della telecamera di bordo curva Fiesole, bon gré mal gré, si ritrovò con un ’”Irina te amo” impixellato sul teleobiettivo. E Omar Gabriel Batistuta, col geniale graffito audiovisivo, ci scrisse un capitolo del suo personale romanzo sentimentale.
Questi, in ordine di impatto emotivo, i precedenti.

Alla tele, ce soir, from Gallipoli, Rocco Barocco show.
Con l’RBS, violin fonts, ben visibile, in fondo, sul lato sinistro dello schermo.
Venerdì sera, ulteriore e più ardita tappa di avvicinamento nell’iter che porterà alla svendita della Rai al privato, le scienze delle comunicazioni hanno fatto un altro balzo in avanti.

Ho perso la goriziana!
Perché, “ è lei, o non è lei”,  aspettarsi che un occhio attenzioni  il castello al centro del tappeto verde mentre l’altro, all'affannosa ricerca di un riquadro da 32 pollici appeso al soffitto, non vede l’ora di uscire dal suo angolo per dirigersi verso quello opposto dell’ampia sala del circolo “Forza Napoli, serie B!”, è pretesa buridanica.
Nel senso di quel somaro che, nel tempio del ciuccio,  piazzò un asino fra due covoni di fieno ugualmente appetibili. Ci perse la partita, non capì un tubo di quello che andava in tele e, dalla fame, ci rimise pure l’equin’ozio.

Gli avversari aderivano per cortesia e perché, sotto sotto, speravano mi appassionassi maggiormente all’indagine. Così, con antagonisti rematori finti, un coéquipier reprimente rabbia, per un bel po’, ci si è chiesti “Ma è lei o non è lei?”

La Ricciarelli, “Io sono una donna semplice; non ho 57 miliardi alle Cayman; dal matrimonio notarile non c’ho ricavato una lira, semmai milioni di euro; ho sofferto la fame nella fattoria dei musulmani, ....”  di sicuro, è lei.
Ma la Falchi?

Alla fine, stupore tuo stupore mio, ci si è arresi all’evidenza. Ed i preliminari d'indagine concludevano che, un po’ sciupata, un pò stanca, dimagrita, alquanto invecchiata poco si nota e non lo si dice, era lei.

Vabbé; il marito in galera?
A maggior ragione! Io glielo avevo pur detto che quello non faceva per lei! E’ ora che si guardi intorno e pensi a guadagnarsi il pane. O, in subordine, un altro odontotecnico come marito.
Il domani non aspetta e, lo dice anche Martino, nel senso del telecronista, dell’onorevole, del campanaro e, perché no, della collega che produce e che dirige, bisogna guardare avanti.
Io, speriamo che presti più attenzione a dove si dirige la biglia battente.
Che, ad entrambi, la partita persa serva di lezione per il futuro.
Panta rei.

L’orecchio che, in precedenza, era stato catturato dal timbro di voce riconoscibilissimo fra l’anonimo cicaleccio e che, perciò, era da individuare come basista nell'affaire del rapimento dell'occhio, fu ricatturato. Stavolta dall’assenza.
Dalla non presenza, dalla scomparsa in contemporanea, del timbro conosciuto e del cicaleccio indistinto. L'occhio destro, per l'ennesima volta, lasciava quello sinistro, solo, a giocarsi una partita di cui, oramai, solo della firma si poteva salvare l’onorabilità.

Che succede?
Al centro della scena, il presentatore è imbarazzato e guarda un’Anna dagli occhi leggermente inumiditi.
Allora,….. di quella faccenda…”
Come si racconta in tutti i più bei racconti dei più grandi raccontatori, giunti a ‘sto punto, il pathos, in contemporanea con i tinelli delle magioni di milioni di italiani auditelizzati, stava per inondare  l'ampio salone del circolo “Forza Napoli, Serie B!”

La regìa, non si abboffano mai, nell’evidente tentativo di incrementarci il pathos, mandava la telecamera nel parterre. Dove non c’era gran  pathos. E quel poco che c'era sparì, liquefatto da un un paio di signore, colte proprio nel momento in cui sembrava allargassero le braccia come per un ”Ce lo sapevo, io, dove si andava a parare”. Per farla breve l'atmosfera er apari pari quella della  favola del cavaliere che voleva incrementare il pil e ci rovinò una nazione.
Il guaio era fatto ed il successivo armeggiare per trovare una migliore sistemazione alle stole lo evidenziava maggiormente.

Sul palco, allo scadere dei 10 secondi di imbarazzo canonico, la finnica che si diceva esperta di siculo idioma.
A megghiu parola è chidda cà nun se dice”.
Per la verità, calco linguistico arbitrario, improprio, improvvido e, dunque, errore marchiano e madornale, ha detto “chilla”.
Ma tant’è; fin qua, siamo quasi allo standard Batistuta, ma molto al di sotto della quota Maradona.


Anna si volta; guarda fissa nell’ occhio (si fa per dire) l’obiettivo e smackete.
Laddove Dieguito aveva solo accennato ad una testata, Batistuta di lasciarci i denti, Chinaglia i bulloni, Del Piero la n.10, c’è rimasto il rossetto impresso sull'obiettivo, c'è rimasto.

Postato da: Eremo a giugno 11, 2006 09:13 | link | commenti

E' stato.

Una cannoniera israeliana spara sulla spiaggia affollata di Sudanya, nella Striscia di Gaza. 8 morti(una donna; un bimbo di 6 mesi ed uno di 18 mesi) 40 feriti.

E’ stato un errore.

 

Nel carcere di Guantanamo, sull’isola di Cuba, rinvenuti 3 detenuti morti.

E’ stato un suicidio..

E’ stato un atto di guerra. Asimmetrica.

C. Pagliara, Venerdì della settimana scorsa, nel relazionare sulla strage, ne attribuiva la causa a dei colpi di artiglieria sparati dall’entroterra israeliano.
Su Haaretz di Sabato mattina, il premier israeliano E. Olmert, dopo aver espresso “rammarico e cordoglio” per l’episodio, annunciava che sarebbe stata aperta un’inchiesta. Che, di prassi e di prammatica, come sempre per simili episodi, è affidata ad un procuratore militare delle IDF che indaga sulle eventuali responsabilità dei suoi commilitoni.

Nello stesso articolo, il Capo di Stato Maggiore, Dan Halutz, dopo aver espresso “cordoglio e rammarico” faceva sapere che, non essendosi ancora conclusa l’inchiesta sul tragico episodio, le IDF non potevano esserne ritenute responsabili.
Aggiungeva che, al momento in cui parlava, dal momento che inchieste analoghe avevano accertato dinamiche simili, c’era la fondata possibilità che la morte delle 8 persone ed il ferimento di altre 40, poteva essere stato causato dalla fabbricazione di qualche ordigno artigianale o dalla manomissione di qualche proiettile ( artillery shell) inesploso. E da cui aderenti ad Hamas o ad altre sigle consimili avrebbero potuto contare di ricavarne esplosivi.

Meno di una settimana prima del Venerdì della strage di Sudanja, a nord della Striscia, un contadino palestinese, nei campi incappò in un proiettile inesploso. Che, poi, esplose provocando la morte dell’arabo. Poco lontano, nella stessa giornata, un ventenne palestinese si era portato in casa un altro proiettile. Inesploso. Che, quando esplose causò la distruzione della casa e la morte di altri tre giovani che, con ogni probabilità, stavano manomettendo il dispositivo di innesco del proietto inesploso.
Palestinian Security Services said.

Come si concludeva la cronaca di Haaretz. Che, quasi sempre, nel relazionare di episodi bellici(chissà se delle attività svolte in regime di occupazione militari si può dire) aggiunge a quella che, più che una cronaca sembra un resoconto (meglio evitare il termine briefing) un Army radio said. Che, non c’è bisogno di aggiungere, lascia al lettore (ma anche al giornale) la libertà di interpretazione.

Flippo Landi, corrispondente Tg3, nella giornata di Sabato, mandava un filmato inedito sul cui sfondo era visibile una motovedetta israeliana…… 

 

                 

Postato da: Eremo a giugno 11, 2006 01:15 | link | commenti

09/06/2006

Glob's Story

Un blog è una fatica immane. O, forse, lo è per uno come me che non riesce a tenere dietro a tutte le  sue pretese.
Un’idea originale per riempirlo potrebbe essere quella di postarvi articoli di giornalisti  di nome. Poi, prima o poi, passano i passanti, gli amici ed i conoscenti e ci tiri su una discussione.

Niente male, mi son detto. Originale e geniale.
Sul blog di Elly, poi, che pacchia, ci sono tutte firme di destra!
Io a discutere di politica con quelli che la pensano come me, un po’ mi ci annoio.
Calma; mi spiego. La questione è seria, mi ha di già creato problemi e ficcato in un mare di  incomprensioni, ma va riferita al  tema sulla natura e le finalità di un atto comunicativo.
Che, per non farla lunga, in quanto tale, dovrebbe mirare a modificare l’esistente.
Ora, riferito a temi politici, con l’amica Cenna, per esempio, che ci modifico? Quella ha meno dubbi, è più drastica e risoluta di me, e allora?
Per modificare l’esistente tocca dialogare con gli immodificabili.
Il che ti pone nella disperata e disperante condizione di Sisifo. Che, è vero, appena riusciva a portare un masso sulla cima di un monte, se lo vedeva rotolare giù e doveva ricominciare daccapo.
Tuttavia questa, nella visione di A. Camus che, dal mito, ha tratto una metafora della condizione umana, è l’unica possibilità data.
Per cui, pur cosciente dell’inutilità della fatica, uno deve, giocoforza, provarcisi nel modificare di almeno un atomo i circuiti neuronici di quelli là. Qualche volta, sembra assurdo, ma ci si riesce perfino.  

Nel blog di Elly, fra i commentatori degli articoli di destra non ce n’era, o io non ne ho letto nessuno, di sinistra. Il che, per me che soffro la concorrenza, non dovrei confessarlo, d’accordo, ma è una pacchia.
E’ come ritrovarsi nel ruolo di Obelix quando incontra una legione di romani, mentre Asterix ha altro da fare. Ce ne ricavi delle cataste di legionari impilati uno sull’altro ed un mare di gloria. Che, d’accordo, vista la consistenza  dell’opponente più che vanagloria non è. Tuttavia è meglio non confessarlo a me stesso perchè ci devo da tirare su la cosa là, l’autostima. E, di occasioni, il circondario non ne offre tante.

Ero capitato nel castrum di Elly, mentre ero alla ricerca della dichiarazione virgolettata di un neoparlamentare di F.I. Che, a proposito di quella che passerà agli annali come la “crisi della spilla di Bertinotti”, amenità bestiale fra le tante amenità grottesche, aveva attribuito a quella che, oramai, è etichettata come “sinistra radicale” la rovina del “made in Italy”.

In pratica il ragionamento era del tipo.
La manifestazione del 2 Giugno va in tele. Sui tg di Irak, Iran, India, Pakistan, Cina, anche senza fare una telefonata ai direttori…qualche secondino(riferito all’orologio)  la spunterà.
Se, durante la parata avessero esposto  tutta la produzione di Casa Italia ( dopo l’industria del pallone, il quinto o sesto paese industrializzato annovera, inscrive  e si gloria d quella delle armi) sai che spottone, gratis et amore dei, ne avremmo ricavato!?!

Diceva il neoparlamentare forzista. Che, insieme all’ira suscitatagli dai pacifinti, voleva mostrare che bel po po’ di competenza, capacità e cultura economica, nell’avergli impedito di accedere a qualche dicastero economico, i coglioni si erano giocati.
D’altronde, quel furbetto del pistolino, T. Blair il laburista, quello dello smoking, nel senso di gun, l’anno scorso, a Londra, non aveva organizzato l’expò del carrarmato e dell’elicottero da combattimento?
Anche questo, in quest'epoca di barbaro impazzimento, tocca vedersi servire alla mensa del convento. Nel servile silenzio dei media che vanno per la maggiore.
Il radiocronista, lo si capiva dall’accenno di disgusto che ne accompagnava il riporto, dopo averla riferita avrebbe, in fretta e furia, spazzolato sotto il tappeto il corpo del reato.

Ed, infatti, non avendola ritrovata nei quotidiani del dì seguente, barra di ricerca Google, 2 Giugno, parata militare , forzaitalia,……..e mi sono ritrovato a casa di Elly.

Fra gli articoli correlati alla “crisi della spilla”, che coraggio,me ne son letti due.
Uno di A. Diaconale ed un altro di C. Panella.
Pieni zuppi, zeppi di anatemi, frizzi e lazzi contro il dramma di un Bertinotti che, pacifista convinto o acquisito, durante la manifestazione aveva sofferto e, cosa grave, l’aveva pure detto. Gravissimo non aver tenuto conto del fatto che, nei paraggi, il nemico ascoltava.

%%%%% à suivre.


Postato da: Eremo a giugno 09, 2006 13:34 | link | commenti

Victor, Vittoria.

Nel commentare la vittoria dell’Unione alle ultime politiche, il corrispondente BBC della sede di Roma, ebbe a definirla “pirrica”.
I tempi televisivi sono quelli che sono e l’intervistatrice Rai non poté, con rammarico, permettersi il lusso di lasciare che il colto e riflessivo giornalista spiegasse i passaggi che lo avevano portato alla creazione del neologismo.

Che, con tutta evidenza e con un minimo sforzo, si capisce derivare dall’ incontro fra il “Pirro” della famosa vittoria ed il “piros” della famosa pirofila. Tanto per citare un esempio di immediata commestibilità.
Vittoria effimera e carica di portati ad alta fiammabilità.
“Pirrica”, lo dice la parola, sta confermandosi, giorno dopo giorno, come sintesi mirabile ed esaustiva.

Al Zarqawi, pace all’anima sua, è stato ucciso.
Vittoria!
Bushica?

P.S.
Sto cercando di captare le risonanze. Oltre quella più elementare e scontata, la prima, quella più immediata e diretta, mi richiama un Buskashì. Che G. Strada, in incipit dell’ omonimo lavoro letterario, spiega essere il gioco nazionale afghano.
Riferito alla realtà dei luoghi, “gioco”, di per sé, è un termine approssimativo. Improprio perché sovrappone ed impone una terminologia propria di una cultura, la nostra, a quella di un’altra, quella afghana.
Per darne un’idea, si tratta di una specie di polo. Due squadre di cavalieri, schierate in campi opposti, si contendono la carcassa di una capra.

Postato da: Eremo a giugno 09, 2006 10:17 | link | commenti

Quotations

Rosa, non ròsa; ròsa, non rosa; ròsa.....

Tiziana Ferrario  perora la causa delle "quote rosa".

Mimun va in pensione. La quota Tg1 è scalabile.

La quota margherita ha troppi petali. Le quotazioni delle quote tiziane non sono troppo quotate.  

Tg (di sora) rosa.

 

  

Postato da: Eremo a giugno 09, 2006 06:06 | link | commenti

07/06/2006

La vergogna

Non concludendo l’esclamazione perché l’episodio è tragicamente reale, ci sarebbe da dire, in modo per quanto possibile, chiaro netto e definitivo che:
Mò,
hanno
proprio
rotto………..!


Non è possibile che, ogni qualvolta
militari italiani muoiono,
ed in Iraq di occasioni ce ne sono ad josa,
quelli che ce li hanno mandati
trovano modo, genio e fantasia di gettare l’ombra della
responsabilità della morte
su quelli che non ce li volevano mandare!?!

Che siano truppe di pace, di occupazione o di guerra, al di là di ogni possibile arzigogolo di natura linguistica, una sola cosa è certa e sicura.

Fosse stata per la mia parte politica di riferimento, il caporalmaggiore Pibiri mentre era di scorta ad un convoglio britannico, su quella mina artigianale piazzata sul bordo di una strada nei pressi di Nassirja. non sarebbe morto.

Per cui, caro ex ministro della Difesa, on. A. Martino, esprimere il cordoglio suo e della sua parte politica alla famiglia della vittima, è ben al di sotto del minimo di quello che le toccherebbe fare.
Nel farlo eviti, però, di tirar dentro, di chiamare in causa, di passare ai raggi x i sentimenti di chi, secondo lei, questo cordoglio, potrebbe non sentirlo. O nell’esprimerlo, secondo lei, farebbe mostra di ipocrisia.
Di coscienza, ognuno ha la sua.

E quella degli altri, quella di qualunque altro in rapporto a qualunque io, non è una coda, una propaggine della propria. Non è the dark side del proprio tetro, gretto, e miserabile pianeta personale.
Esistono ben altre ragioni per rammaricarsi o sentirsi dolenti per la morte del caporal maggiore Pibiri o di qualunque altro.
Lei, se vuole e ritiene opportuno farlo, nell’esprimere il cordoglio per la morte del militare sardo continui a propagandare le sue. Delle mie o di quelle del mondo in cui mi riconosco, a lei, non è proprio il caso di rispondere. Sarebbe il caso che non le menzionasse.
Per favore.
P.S.
Ho cercato di recuperare alla bell’e meglio un post che, passata l’incazzatura del momento, risalta coni toni un po’ sopra le righe; per non dire tendenti alla prosopopea o, peggio. Per lo futuro, emenderommi

Postato da: Eremo a giugno 07, 2006 11:38 | link | commenti (4)

02/06/2006

La grigliata

Ladro!
Da quando hanno incastrato Luciano, con Gerardo non ci si perde più in lunghe e defatiganti disquisizioni. L’epit