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Eutanasia di un funerale.
Tanta era l’emozione che, da un momento all’altro, mi aspettavo che, dalla folla intervenuta ai funerali di P. Welby, si levasse il grido “santo, subito!”.
Tuttavia, ai microfoni del cronista del tg, sono arrivati commenti di gente visibilmente e convintamente adirata e fischi all’indirizzo del vicariato che aveva detto no alla richiesta di Mina, la compagna di Piergiorgio.
Non si può concedere il funerale religioso ad un suicida.
Diniego inevitabile, logico, inappuntabile, in perfetta sintonia colla dottrina della fede che, negando il concetto di “dolce morte”, inscrive, chi vi dovesse far ricorso, nel novero dei suicidi.
Il caso, per di più, era talmente eclatante ed attenzionato che, anche se si fosse voluto, come in questi casi sempre si fa, chiudere un occhio sarebbe stato impossibile.
E vai a spiegare a quelle 4000 persone raccolte attorno al feretro di un uomo che, da anni, soffriva senza alcuna speranza se non quella di vedere posta la parola fine al suo calvario, che stava rendendo l’ultimo omaggio ad un peccatore.
Va a spiegare a quella gente il perché ed il per come A. Fazio, tanto per fare il nome del piissimo ex governatore di bankit che, ogni mattina, assiste alla funzione, si confessa e si comunica, sarà accolto in paradiso mentre a Piergiorgio è riservato l’inferno o, al massimo, il purgatorio.
Non capisce, non si capacita anche se, per lunga consuetudine, vi si adegua. Non per niente, nell’animo del credente comune, quello che, nella fede, trova un conforto, una ragione per andare avanti, è sempre stata presente una frattura per cui una cosa è Dio ed un’altra sono i preti che, spesso, traducendo in norme, sacramenti e precetti il suo messaggio, te lo rendono inviso.
Come inviso è il personale politico di questo benedetto paese che, sistematicamente, più che individuare per tempo, affrontare e risolvere i problemi, vi cozza contro quando ne viene investita.
E’ stato così per L. Coscioni come testimonial della libertà di ricerca sulle cellule staminali embrionali, è stato così per Pg. Welby che ha portato alla ribalta il problema dell’eutanasia.
Se non c’è carne viva e pulsante, il problema o non esiste o può aspettare. E questa è la condizione peggiore per legiferare. Quando si è investiti da una profonda emozione non si può essere sereni e, col tempo, ci si accorge quanto la legislazione risenta dello shock del momento ed è poco rispondente alla globalità del problema.
Il misericordioso intervento di un medico ha posto la parola fine ad una vicenda dalla quale tutti hanno avuto quello che volevano.
I pannelliani, i microfoni cui sempre anelano come l’aria che respirano; gli ultras di Dio la rimozione di una problematica per la quale c’è solo una risposta che, valida per loro, deve essere universale e valida per tutti; Welby la fine di un dolore che, se non avesse accettato di essere il testimonial di una condizione in cui tanti si trovano, poteva essere libero di porvi fine prima.
Buon Natale, Piergiorgio.
'O presepio impresentabile.
Dopo l’acceso dibattito nato, più di un mese fa, dalla crisi della toilette, in Parlamento, da ieri l’altro, si è alle prese con la presepio connection.
Il fatto è noto.
Nottetempo, alla Camera, deputati della Rnp, autodenunciatisi dopo il fattaccio, hanno piazzato 4 “pastori” sulla scena della rappresentazione sacra. E si è scatenato l’inferno.
Uno sfregio alle istituzioni; un attacco alle torri di Erode; atto improvvido, e via discorrendo.
Schifani ha denunciato la mancanza di coesione nella coalizione; Bondi la cultura del sospetto che affonda le sue radici nell'odio; Buonaiuti è stato zitto perché, stavolta, con Berlusconi negli USA, non c’erano dichiarazioni da raddrizzarre.
Tutto per il fatto che i quattro intrusi, due femminucce e due maschietti, erano accostati in modo creativo, diciamo. Sui cartelloni esibiti, “CS” al posto della "X", gramatically correct. PACS.
Embè?
Non contando il fatto che è la natività stessa che, per la metodologia di concepimento adottata, oltre l'eterologa e ben al di là dell'omologa, pone seri interrogativi di ordine etico, dov’è lo scandalo se, una volta tanto, alle parole ed ai fatti, invece di togliere, si aggiunge qualcosa?
Il parlamento è lo specchio di una società? Il presepio di entrambi.
E allora?
Per averne un’immagine riflessa quanto più specchio della realtà, si sarebbe, semmai, dovuto completare la scena con qualche pushers, un po’ di sniffers, che so, alcuni bribers, un crocchio di crookers…
Per arricchire lo scenario, mischiati a stelle, angeli e neve, cacciabombardieri, missili, mine antiuomo, cluster bombs. Ed uno spruzzo di polonio 210.
Mò vene Natale…
'O presepio illuminato.
E come disse Maria, nel ricevere il cofanetto della mirra da Melchiorre: "Con questo, siamo a 3".
Non sono manco le 10.00, 'a jurnata è ancora lunga da passare, è probabile, molto probabile, che avrò ancora tempo e modo di restarmene, sconsolatamente languoroso, a "fare’o sentimento" alla slide dello scandisk.
La cui iconcina roteante, vrum vrum vrum, winking eye Betty Boop style, per la terza volta, mi tiene ipnotizzato come sempre fa quando la chiusura di win millenium ha stata irregolare.
Fra "irregolari" ci si capisce.
Ci devo stare, ma non c'entro. La slide, per la sua comparsata, nemmanco. Se, infatti, all'unità centrale (P2; 350) viene a mancare l'alimentazione, che succede? Crashi; quando riaccendi, l'iconcina fa capolino e parte per la tangente.
Che ci sarebbe stato il primo tour manco lo sospettavo perché ero stato catturato dal trambusto che, primo mane, si era creato dalle parti della fotocopiatrice. Laddove s’ era formata una fila indisciplinata di 3 o 4 insegnanti che traducevano l'irritazione in impercettibili moti di impazienza. Senza proferire una sola parola, in pratica, il discorso era, non mi interessa di qua, non è competenza mia di là, la verifica s'ha da fare.
E le fotocopie urgono.
E' arrivato Raffaele. Apri di qua, controlla di là, svita di giù, smanetta di su, ha fatto partire l’impannata.
"A vvuje ‘nci sta ‘a currente?".
La domanda mi prende in contropiede perché, con la stanza abbondantemente illuminata, manco ci avevo pensato. Raffaele, invece, aveva ben presente che, sull’impianto elettrico originario, col crescere delle esigenze, nel tempo, erano state create diverse diramazioni secondarie che avevano portato al limite l’assorbimento consentito all’utenza. Per cui, un classico, ogni qualvolta ci sono delle esigenze straordinarie, qualche relai si stacca seguendo l'ordine e la regola che gli ultimi ( ad essere allacciati) saranno i primi (a rimanere senza corrente). Il rimando nascosto nella domanda, dunque, spiegava il mistero della stanza illuminata e delle macchine spente.
Tornato alla postazione, il piccì, che ricordavo acceso, era spento; il monitor lampeggiava. Deduzione; l’avevo acceso, non mi ero accorto che si era spento, toccava farlo ripartire e sorbirsi lo scandisk.
Nel mentre che aspettavo mi son lasciato andare ad alcune considerazioni. Ho azzardato l’ipotesi della classica stufetta allacciata di straforo. La supposizione ha lasciato freddo chi sapeva.
“…’azzz! ‘o presepio”.
Improvvisamente, mi sono ricordato che, nell’entrare, in fondo al vasto androne d’ingresso, nei pressi degli uffici, avevo ammirato l’ultima fatica, tutto in un pomeriggio, del direttore amministrativo che è un appassionato cultore del genere.
Come a dire “E’ brav’o scemo, ci sì arrivato?” Raffaele mi ha rivolto uno sguardo di compassionevole incoraggiamento ed ha concluso quello che, col volto, già aveva detto: “E’ chille cà fa massa!”
Da noi, beduini non ce ne sono. Non si pongono, quindi, ostacoli di ordine ideologico inerenti lo scontro di civiltà.
Si può, perciò, manifestare la propria identità senza la preoccupazione di entrare in conflitto con l’altro.
Tuttavia, l’eccellente inquadratura, la cura maniacale dei particolari, la resa drammatica potente, esaltata da una disposizione prospettica quasi perfetta e che, per essere tale, necessitava, appunto, di una illuminazione efficace, mi dicevano che, almeno idealmente, il direttore amministrativo con l’altro ci sarebbe entrato, e come, in conflitto.
Un pregiato leggìo ligneo, un libro sacro aperto sulla preghiera a Gesù bambino che altro erano se non una sottolineatura identitaria ed un gesto di solidarietà con tanti sfortunati colleghi?
La corrente è andata via una seconda volta perché Matteo doveva sostituire un neon. Poi, una terza perché, per non scontentare nessuno, al presepio si è aggiunto un bell’abete che, non sarà lungo e possente come quello che, dalla Sila, è arrivato a piazza San Pietro ma, con le palle illuminate, la sua bella figura la fa.
Se dovessero "creare massa"?
Che fa? Materia prima p'o presepio!
Finanziaria & allegati.
Con Berlusconi al governo, ce lo si aspettava, lo si sapeva, era scontato.
Il povero cristo, da salvare, aveva se stesso ed i suoi due ladroni, Marcello e Cesare.
Ed allora, giù con leggi e leggine, norme e codicilli che hanno devastato l’istituto giudiziario. Tanto che un magistrato si è divertito ad indicare diversi percorsi seguendo i quali si può delinquere, vivere tranquilli, sicuri di farla franca. Se sei bravo (e potente), col tempo, ci potresti ricavare anche il risarcimento danni. Se hai la seconda e la terza casa, è una pacchia perché, con cambi di domicilio e residenza, come nel gioco dell’oca, puoi far tornare tutto al punto di partenza.
Se, per esempio, il processo con un certo collegio giudicante sta andando male, tu dimostri che la competenza territoriale non appartiene a quel tribunale e si ricomincia. Più o meno l’ultima mossa della Franzoni.
Ci vogliono avvocati competenti e tignosi, una barca di soldi. ma tant’è, il gioco non può essere alla portata di tutte le borse.
Tutto chiaro; lo si sapeva, è avvenuto, era scontato.
Lo è un po’ meno il fatto che, con tutte ‘ste norme, normicchie che rendono quasi impunibili i reati tipici dei cosiddetti colletti bianchi, si sentisse la necessità di introdurne altre.
E che a farlo fosse proprio un governo di centrosinistra.
Fornendo la prova che, non solo la finanza ma anche la finanziaria, può essere creativa, in uno dei 1300epassa commi che ne corredano l’ articolo unico, per alcuni reati di natura finanziaria, sono previsti tempi di prescrizione dei termini più brevi di quelli, già corti e vigenti.
Il tutto è venuto fuori solo perché qualcuno si è preso la briga di leggerli ‘sti 1300epassa commi della finanziaria dell’articolo unico.
Sennò con l’approvazione della stessa tramite voto di fiducia manco l’avremmo saputo.
E sono giorni che se ne parla.
Qualcosa l’avevo letta; ieri, con le telecamere Rai fisse sull’aula di Montecitorio, ho seguito l’intervento di un deputato dell’Idv di Di Pietro che si scagliava contro la norma.
Che sta ancora là.
E si fosse capito, almeno, chi è il furbetto del reatino che l’ha inserita ed a vantaggio di chi!?!
Sconsolatamente, tocca dire che, col precedente governo e le sue leggi ad personas, questo portato, almeno, era chiaro.
Eh; non ci sono più i banana di una volta!
In formazione Dopo due giorni di assenza, torna l’informazione televisiva. Lasciando al Tg2 il compito di aprire sull’operazione di Silvio, il Tg5 spara in prima il faccione di Al Zawahiri che, dalle frequenze di Al Arabja, si inserisce nella crisi che, da una settimana, a Gaza, oppone sanguinosamente miliziani di Hamas e di Fatah. Il proclama del n.2 di Al Qaeda invita i palestinesi a boicottare le elezioni anticipate proposte dal presidente dell’ANP, Abù Abbas, ed a infoltire i ranghi della guerra santa contro gli infedeli. Senza ricordare minimamente che, in occasione di precedenti appelli, la risposta di Hamas è stata negativa e che i suoi dirigenti hanno sempre tenuto a rimarcare la profonda distanza che li separa dalle gesta e dai propositi dei wahabiti di Al Qaeda, il servizio passa a ricordare che, da quella parti passerà il ministro D’Alema e che è già passato il premier britannico T. Blair. Che ha incoraggiato Abù Mazen sulla strada delle elezioni isolando gli estremisti che vogliono spargere sangue in M. Oriente. Come a dire Al Qaeda ed Hamas pari sono, ci si prepari ad un altro epico scontro. Da quando è cominciata la “guerra al terrorismo”, una sola cosa è migliorata ed è cresciuta. Il numero dei terroristi, il compattamento e la coesione fra le varie sigle. Tutto ciò anche grazie ad informatori di tal fatta. E se avessero continuato a scioperare?
Cuori stanchi.
La prima esperienza durò 6 mesi. La seconda, conclusasi 6 mesi fa, 5 anni.
Come capo del governo della Repubblica Italiana, S. Berlusconi ha presieduto consigli di gabinetto di cui è parte integrante il ministero della sanità. La cui politica, in ultima istanza, ricade sotto la responsabilità del premier.
Sarà per questo che, per la banale applicazione di un pacemaker, si è fatto operare a Cleveland. USA.
Durante l’anamnesi, gli è stato chiesto se soffrisse di allergia.
Non ci ha pensato neanche un momento e, subito, ha risposto: “Una sola, grande. Quella per i comunisti”.
La stampa americana ne ha dedotto che, dopo i giudici e gli scrutatori, in Italia, son comunisti anche i medici.
Nelle stesse ore in cui l’ex premier era degente nel nosocomio americano, le agenzie davano notizie del ricovero di Totò Riina in un ospedale. Milanese, però.
Sicuramente non per
Anche lui, problemi di cuore.
Pals kill pals.
Per capire qualcosa di una situazione tragica, intricata fino a risultare incomprensibile, ho visitato il sito on line del quotidiano israeliano Haaretz.
Com’è naturale, il giornale segue i fatti del M.O. momento per momento. Ogni articolo è collegato ad una pagina bianca che accoglie i pareri dei lettori.
Ieri sera, mi sono soffermato a leggere i commenti sull’attuale crisi che oppone Hamas a Fatah e che rischia di sfociare in una guerra civile.
“Pals kill pals; let the show begin.” “I palestinesi si ammazzano fra di loro, si aprano le danze.” il più frequente, seguito a ruota dall’altro che, riassunto, ripropone la tesi degli arabi assetati di sangue.
“ Cosa si inventeranno, adesso, per giustificare la loro natura? Cosa c’entra il governo di Israele e
Da quelle parti niente è chiaro. Né da dove tutto è cominciato, men che meno dove si andrà a finire.
Al momento, il motivo più evidente per l’escalation di violenze fra le due maggiori fazioni della resistenza palestinese è la decisione del presidente dell'ANP Abu Mazen di indire nuove elezioni presidenziali e politiche.
Ed è questo troncone della storia che proverei a raccontare. %%%