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28/02/2007

             Sam Chimp o San Rem o

In materia di sdoganamento del turpiloquio politico, la “lectio” che l’inarrivabile F. Cossiga ha rilasciato al cucciolone Lucci delle Jene, non è una “magistralis”. Si rassegni il sardo muto, il “magister” rimane colui che, durante la campagna elettorale, nella primavera 2006, definì gli elettori di centrosinistra “coglioni”.

Quindi?

 

Con un ex di tutto ed un untodalsignore come buoni/cattivi maestri, a meno che, nel momento in cui Prodi, in Parlamento, ha recuperato (162/157)  la fiducia perduta proprio sulla politica estera, non si voglia fornire la prova della sudditanza verso gli Usa, al massimo, come la canzone di R.Gaetano riesumata da P. Rossi, rinvenuto sul loggione dell'Ariston tra 25 anni, ma non dovrei essere esfiltrato.

Quanto meno a Guantanamo o in qualche prigione segreta della Eastern Europe. Semmai negli States. Ad esservi processato per vilipendio di una nazione nella persona del suo attuale presidente.

Utile, difficile dire a chi, ma idiota.

Che c’è? Lo dice la medicina; chi altro è un idiota se nonun portatore di una malattia chiamata idiotismo? 

 

Ed è, di sicuro, su questo calco che, nel lontano 2003, nacque “Bushismi”. Che, a suo tempo, comprai ma, come raccolta di aforismi, trovai talmente idiota da sbarazzarmene regalandolo.

Pensavo che la cosa fosse finita là. Ed invece no. Non mettevo in conto che, oltre che per i films, il penchant per i sequels, gli yankees ce l'hanno anche per i libri.

Così, quando, un pomeriggio, zuzzurellonante in libreria,  lo sguardo inciampò nella copertina di Bushismi II, orripilato dall’I, mi allontanai. Immantinente.

Il sottotitolo, di sicuro, sarà stato  “the idiot strikes back again”.

  

Ideato come spartano motore di ricerca, da un po’ di tempo, Ansa, Reuters, NYT, FT, perfino Gazzetta e Tetris, è possibile arricchire gughelle trasformandolo in un portale personalizzato.

Di solito, sono di umore nero e le scelte, è evidente, non aiutano nemmanco ad ingrigirmelo, ‘st’umore. 

Per non apparire troppo serio, ho aggiunto il link a “Chimp o matic” . Che è un Bushismi in progress. Ti si aggiorna ogni volta che apri la homepage gughellaimata.

 

Devo ammetterlo; tutto sommato, leggere la produzione immaginifica di un idiota che, di mestiere, fa il presidente dell’impero del bene, un po’ il buonumore te lo solletica.

 

Quando è una brutta giornata/ chiuso in casa a pensare/ una vita sprecata/ non c'è niente da fare/ non c'è via di scampo/ mi faccio…… due o tre “Chimp o matic".

Stamattina, giornata brutta più del solito, quando ho voluto aprirmene uno, non ho potuto fare a meno di pensare  che, ieri sera, i curatori del sito, anche loro, hanno seguito ‘o festivalle.

Eh, sì. Perché come  spiegare un:

 

 I have said that the sanction regime is like Swiss cheese -- that meant that they weren't very effective.

George w. Bush            

02/22/2001

during a White House press conference.

che ho letto alle 8e1/4 di stamattina?

 

A dar retta agli storiografi seri, la citazione è da riferire ai retroscena truffaldini rivelati dall’ex segretario al tesoro della prima amministrazione Bush. Paul O’ Neill.

Che, già dai primi mesi del 2001, si accorse che, per l’Iraq soggetto ad un embargo decennale, gli uomini forti dell’ amministrazione preparavano la resa dei conti cui si diede inizio, poi, nel Marzo del 2003. Dietrologia?

 

Per me, fidando nel fatto che le bugie hanno le gambe lunghe e che la sua Laura e la maggioranza degli americani non lo avrebbero abbandonato, appena lasciato l’Eros, prima di Baudo, George è alla Hunzicker che pensava.

Ecco spiegato perchè la svizzerotta, per lui, in quanto formaggetta col buco, non gli sembrava very effective.

Idiota;

stasera, non so; però, ieri, la Michelle, dicono, sotto la tele, di persone, ne ha stese 12 milioni.

Altro che.

Postato da: Eremo a febbraio 28, 2007 22:48 | link | commenti

27/02/2007

Bravo!

F. Turigliatto che, in questi ultimi giorni, è stato bersaglio di anatemi e scomuniche piovutegli addosso da parte del suo stesso partito nonché della coalizione di centrosinistra, ha appena annunciato che voterà la fiducia al Prodi II.

Al senatore piemontese va tutta la mia stima e solidarietà per aver resistito alla tentazione di sganciarsi da quella banda di grufoloni che, capeggiati dal ministro degli esteri D' Alema, ritengono che una politica pacifista val bene una campagna elettorale. Ma che, quando si assumono responsabilità di governo, è opportuno mettervi la sordina.

 

Postato da: Eremo a febbraio 27, 2007 17:44 | link | commenti

17/02/2007

Veni, Vidi, Vicenza.

Durante la rassegna stampa di stamattina, "100.000 matti a Vicenza" di Libero diretto da Vittorio Feltri mi ha particolarmente nauseato. Inutile dire perchè. Il Direttore è un demagogo.

Pc in panne e radio accesa, in collegamento costante con la cittadina veneta.

Ti si apre il cuore nel sentire che tutto va bene, che non ci sono intoppi, che c'è verde, sole. E la gente che, nonostante le tensioni di questi giorni, è accorsa numerosa.

La polemichette della politica politicante, sempre noiosamente uguali a sè stesse, per un giorno, meglio riservarsele per le ore portaportane.

Di quella che promette di essere una bellissima manifestazione, hanno intervistato anche il tesoriere. Che, poi, era una tesoriera; un tesoro di ragazza:

"Il costo della...... manifestazione è di 20.000 Euro. Tutti raccolti con l'autofinaziamento."

Se il frutto della caparbia e pacifica lotta sarà quello di ottenere, almeno, una ridislocazione della base militare anche la chiusura di negozi e scuole  di Sabato 17 Febbraio 2007 sarà stata un ottimo investimento.

Non così andò a Genova. Laddove, a differenza di Vicenza che li ha sigillati,  i tombini delle fogne erano aperti.

Forza vicentini; 

alea delenda est.  

Postato da: Eremo a febbraio 17, 2007 13:36 | link | commenti

12/02/2007

Francesco? Dico no.

Che io ricordi, honoris causa o meno, è stato il primo ad essere insignito della kappa e della doppia esse celtica. Aveva/ha un cognome che si presta. Cossiga.

C'è un filoatlantico più filoatlantista del deputato, ministro dell'interno, presidente del consiglio, presidente della repubblica ed, adesso, travagliato, contestato e combattuto senatore a vita?

C'ha il pedigree; c'è una storia che lo testimonia; nessuno può vantare il suo palmarès.

Anche per il numero di menzioni nei numerosi anfratti oscuri della storia repubblicana. L'Ustica affaire. ultimo in ordine di tempo.

Nel corso del political show pomeridiano del Gr1, qualche settimana fa, dichiarò, dicendo e non dicendo, facendo capire e facendo penare, che, a proposito di Ustica, lui sapeva quale stato estero, quella notte, era sulle peste di Gheddafi.

Chiamato in procura, niente sapeva.

Oggi, non in procura, ma è ritornato. Ed al giornalista della redazione del Gr1, che lo intervistava a proposito di una pipeline resuscitata che dovrà approvigionare la Ederle, ha dichiarato.

Voterò no!

Sui Dico? Perchè il voto sulla Dal Molin, alias Ederle II, al Senato, lui assente, l'è andato.

No. Voterà no sulla relazione del ministro della difesa, D'Alema, che, fra l'altro, prevede una proproga della missione italiana in Afghanistan! (sic!)

C'è da credere alle proprie orecchie?

Si; basta ricordare che, fuori la sinistra radicale, dentro i velisti del remo mastelliano, in occasione del cambio di maggioranza che sbolognò il Prodi I ed intronò il D'Alema del Kossovo, in cabina di regia c'era proprio lui.

Mezza luce, mezza ombra.

Cossiga.

Postato da: Eremo a febbraio 12, 2007 18:39 | link | commenti

08/02/2007

Libertà & Coscienza

Possibilità di subentrare nel contratto d’affitto; reversibilità della pensione; ricongiungimento col convivente…appena nominati sfumano. Perché la notizia più succulenta, a proposito dell’approvazione, da parte del CdM, del ddl sui contestati Pacs, è che essi si chiameranno DiDo; Diritti e doveri.  

E, di già, uno pensa al bel regalo di nozze che è stato ammollato alle coppie conviventi. Perché, quelli del bagaglino i “tra moglie e marito non mettere DiDo”;  “Chi è la moglie di Dida?“ sono da indicare a DiDo”….e via, barzellettando, ce li hanno già pronti per essere serviti.

Comunque, dopo la doccia di inizio trasmissione, uno si immagina che si dibatta sui diritti che due persone che, come si dice,  vivono insieme, more uxorio, si sono visti riconosciuti

E no; è proprio allora che si passa alle barzellette vere.

A cominciare da uno stanco ed annoiato prof. Galli della Loggia che laico, socialista, liberale si chiede “…..ma che m’avete chiamato a fare se più competenti in materia sono F. Grillini e V. Luxuria?” Appunto.

In studio, ci sono il prof. Pera ed il sen. Cicchitto.

Pure loro di tradizione laico socialista. Entrambi di F. I. Sono stati chiamati a relazionare. Non tanto su Pacs ed omosessualità di cui, entrambi, si dichiarano incompetenti ma, azzz, sull’identità di Forza Italia.

Il cui leader che è stato capo di governo nella passata legislatura, sui DiDo, ha, di già, dichiarato che lascerà “libertà di coscienza” ai propri parlamentari.

Bah; sei portato a chiederti. Se, sul tema delle unioni civili, si lascia libertà di coscienza, vuol dire che, su altri temi, o non c’è, o non c’è stata. O, quantomeno, è stata usata con cautela o circospezione. La libertà? La coscienza? Entrambe?

La passata legislatura è stata quella dei records. Record di durata in carica del capo del governo; record di maggioranza parlamentare a sostegno del governo. Ma, anche, record di ministri e sottosegretari dimissionati/dimissionari in corso di legislatura; ai primi posti per il ricorso ai decreti legge ed il maggior numero di leggi dichiarate incostituzionali. Insomma, su libertà&coscienza, poche sono state le occasioni per esercitarsi.

I due dell’avemaria che con l’ospite ospitante condividono la fede teocon, ci hanno provato, a 8&1/2 stasera.

E contro il loro capo. Dal quale vorrebbero che, no, non si lasciasse ai parlamentari della Cdl libertà di votare sul tema delle unioni civili secondo coscienza ma per fedeltà ai principi di un partito che un’identità vera e propria non ce l’ha.

E che se la deve costruire sui DiDo.  

P.S. del 9 Febbraio 2007.

Tu vedi un pò che succede quando ti metti a seguire una trasmissione che promette di parlare di una cosa ed, invece, parla di un'altra.

L'acronimo(DiCo) che sostituiva quello originario(Pacs) l'hanno nominato una volta sola e l'hanno collegato, ironizzando, a Diritti Doveri e non a Conviventi. Errare humanum est. Non correggo il post perchè anche gli errori sono utili.  

 

Postato da: Eremo a febbraio 08, 2007 22:14 | link | commenti

05/02/2007

Papa Baudo 

Sono ateo e, solo per rispetto dei credenti, scriverei, con la maiuscola, il termine “Papa” .

Del quale, in quanto vicario di Dio in terra, i credenti, quelli cattolici almeno, dovrebbero, non solo avere rispetto, ma seguirne la parola.

Ed i silenzi. 

 

Nell’omelia domenicale da piazza San Pietro, Benedetto XVI, non ha menzionato i fatti di Catania.

Il che ha fatto imbufalire il pippo nazional popolare.

Che, così come riportato dal Corsera di oggi, “….attacca il Papa: nell’ Angelus non ha detto una parola sui fatti di Catania”.

 

E che doveva dire?

Se non si sa neanche quello che è realmente successo.

Venerdì sera, ad uccidere Filippo Raciti era una bomba carta. Sabato mattina, l’hanno trovato col fegato spappolato. Non si sa dove sia stato ucciso. Fra i fermati c’è anche il figlio di un agente delle forze dell’ordine.

Chi, oltre che fare le condoglianze ai suoi cari, si sentirebbe di dire qualcosa?

 

Pippo, no. O, meglio, pippo sì.

E’ siciliano. Di Catania, poi.

Si accinge a preparare il prossimo festival di Sanremo; dicono stia per rappacificarsi con Katia del grande fratello, è naturale si senta realizzato, frizzante, allegro.

Gli capitano, fra capo e collo, i fatti del Cibali di Catania che proprio non ci volevano e, allora, che fa?

Si indigna e se la prende pure col vicario del suo Dio. 

Si può dire che pbelevatoallaenne uccide PB16?

In diretta televisiva.

 

La cronaca giudiziaria la trovo noiosa e, perciò, non so come siano finite le vicende delle “pubblicità parallele” nelle quali, tanto tempo fa, sono incappati un bel po’ di servitori del tubo catodico nazionalpopolare. E che, quando sarà creata l'authority, invano, aspetterò siano licenziati dal prof. Ichino.

Affari loro. O, meglio, di quelli che, come me, pagano il canone.

Senza allargare troppo il discorso, a parte me, cui Santoro consigliava di alzare la voce, qualcuno dovrebbe tacere.

PB16, sull'argomento, è stato zitto.

pbn, dal paradiso di Sanremo, pontificherà.

Postato da: Eremo a febbraio 05, 2007 11:31 | link | commenti (4)

03/02/2007

Bistrot Sport

Poiché non posso seguire la politica minuto per minuto, sicuramente, son io che me la son persa. Ma, da quando è scoppiata la bomba iraniana, da quando, cioè, si è adombrata la possibilità che l’Iran, gestione Ahmadi Nejad, o Ahma Din Ejad, o Ahmadin Ejad che sia, possa dotarsi della tecnologia nucleare necessaria per costruire l’arma atomica, ho aspettato che la sinistra italiana, moderata o radicale che sia, dicesse “qualcosa di sinistra” in proposito.

Niente. E allora che fai? Leggi le Monde.

 "Je dirais que ce n'est pas tellement dangereux par le fait d'avoir une bombe nucléaire - peut-être une deuxième un peu plus tard, bon... ça n'est pas très dangereux. Mais ce qui est dangereux, c'est la prolifération. Ça veut dire que si l'Iran poursuit son chemin et maîtrise totalement la technique électronucléaire, le danger n'est pas dans la bombe qu'il va avoir, et qui ne lui servira à rien... Il va l'envoyer où, cette bombe ? Sur Israël ? Elle n'aura pas fait 200 mètres dans l'atmosphère que Téhéran sera rasée."Il tutto reperibile nell’edizione on line del quotidiano francese. Data 1/2/2007.

Come se intrattenesse un dialogo pacato con un altro avventore in un bistrot della banlieue parisiénne, il Presidente della Repubblica Francese, a domanda, risponde.

In soldoni, il presidente che alla vigilia dello showdown irakeno, la sinistra contraria all’intervento militare adottò come uno che conta e che, bon gré mal gré, diceva “qualcosa di sinistra”, minimizza il pericolo costituito dal fatto che Teheran possa dotarsi dell’arma nucleare.

“……. Dov’è che potrebbe essere lanciata questa bomba? Su Israele? Non farà duecento metri nell’atmosfera e Teheran sarà rasa al suolo”.

Cosa si pensa che  Ahmadi Nejad, o Ahma Din Ejad, o Ahmadin Ejad che sia, sia così pazzo da non riuscire a fare un discorso talmente elementare?

E allora?

Se ci sono delle “ragion di stato” tali da non potersi permettere neanche di parlare come un presidente della repubblica francese e, per giunta, di destra, una copia di un giornale di sicuro prestigio internazionale ci si potrà pure permettere il lusso di comprarlo!?!

Lo si regali al maschietto della coppia del secolo che, quando avrà finito di stornellare ed essere stornellato, possa capire, almeno, come si fa politica estera.

In un bar sport della periferia parigina.

Postato da: Eremo a febbraio 03, 2007 12:35 | link | commenti

01/02/2007

Thunder on the mountain

Che, buoni propositi di qua, fermi e definitivi di là,  chissà quando comincerò a tradurre! La canzone che apre l'ultimo album di Dylan, intendo. “Tuono sulla montagna”, appunto.

Però, forse, è meglio, prendere “thunder” come forma verbale e si arriva ad un "tuona sulla montagna". Ma, in questo caso, bisognerebbe presupporre una “licenza poetica” perché, in “thunder” manca la “s” della terza persona singolare. E perché non “Tuonano sulla montagna”. Il soggetto non c’è ma l’autore è uno che può permetterselo….; e perchè non "tuoni"? .... e perchè, poi, "montagna"? E' più corretto "monte". Sì, forse, "monte" potrebbe andare.....hoping bob, better later than never, will pass nearby,…..

in attesa che si tuoni anche a Montecitorio, dove è schierata la famosa maggioranza dei 25.000 nata dal  tonitruante porcellum, stanno tuonando a palazzo Madama.

Par condicio, super partes; senza bisogno di invocare le quote rosa; bipartisan, bypartisan, byepartisan. O e_­baypartisan come è più probabile che sia.

Per l'Unione, tuona A. Finocchiaro. E dice che  il voto che ha mandato “sgarrupata” la maggioranza di governo sulla costruzione della base di Vicenza non farà cadere il governo.

Per la Cdl, tuona Schifani. E dice che il Senato, approvando la direttiva Parisi, con voti che non appartengono alla sua maggioranza, deve dimettersi.

In My Honest Opinion, è più facile tradurre Dylan che capirli.

E, comunque, quello che si capisce benissimo è quello che già si era capito.

Resta il nodo della “questione urbanistica”.

Ma, a ’sto punto, è meglio ritirarsi sull’Aventino.

Che sarebbe un colle ma, con un po’ di immaginazione, lo si monta.

E lo si fa passare per monte o montagna.

Postato da: Eremo a febbraio 01, 2007 16:27 | link | commenti