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31/07/2007

Extraparlamentari

Devi sopravvivere alla traversata in mare, ai Cpt o al periodo di clandestinità. Poi, addiopiacendo, trovi un lavoro nero; se becchi l’imprenditore giusto, ti regolarizza; infine, coroni il tuo sogno e diventi extracomunitario. A pieno titolo.

Le migrazioni moderne pongono seri problemi ed andavano normate. Lo si è fatto con la Martelli, modificata dalla Turco/Napolitano, sostituita dalla Bossi/Fini. Che, speriamo, lascerà posto ad una nuova legge.

Problematiche e problemi inediti, norme e soluzioni adeguate.  

 

Nell’ideale carta di un  extracomunitario ci sono doveri cui ottemperare ma anche diritti di cui avvalersi.

Nel caso tu abbia una casa, un lavoro e mezzi di sostentamento adeguati, ti si dà la possibilità di chiedere il ricongiungimento al coniuge lontano. Che, bypassando la trafila, potrà  (ammesso che tu lo voglia) raggiungerti per colmare la tua solitudine, restituirti all’affetto dei tuoi cari, i tuoi cari al tuo.

 

Toh; giusto quello che fa per Cosimo,

si sarà detto l’on. Cesa quando è venuto a conoscenza della disavventura in cui era incappato l’on. Mele, illustre esponente del ciddiù.

 

Cosimo, cattivo ragazzo non è; il lavoro duro, la lontananza da casa, un ambiente estraneo nonché la solitudine lo hanno portato a commettere l’errore.

Perché non permettere a tutti quelli che sono nelle sue condizioni (di solitudine? di errore?) di avvalersi di un diritto che, ad altri, è riconosciuto di già? Solo che, siccome la differenza fra un parlamentare ed un extracomunitario c’è (e si vede), occorre consustanziare la norma con un’indennità ad hoc.

 

Che, sommata a tutte le altre indennità, fanno tanti extra.

Extraparlamentari .

Postato da: Eremo a luglio 31, 2007 20:06 | link | commenti (2)

Giorn’ali

Chi l’avrebbe mai detto!?!

L’on. Mele è comunista!

Pure lui? Eh, sì.

 

Andiamo per gradi.

La vicenda del deputato puttaniere è nota. Uguale a quella di tanti altri, non vale la pena di spenderci verbo.

 

Se non fosse arcinota, ogni santo giorno, ci penserebbe il berlusca a ricordarci di quanto sia grande l’avversione sua, e della famiglia, per i komunisti.

 

La famiglia, nella persona del fratello, ha la proprietà di un giornale.

Che si chiama “il Giornale”. Al quale, per definizione, gli tocca di tenere sveglia ed aggiornata l’attenzione dei lettori a proposito della ben nota avversione. Considerato l’orientamento del pubblico di riferimento, non ci vuole molto.

 

Però ci vuole tanta fantasia e tanta creatività per essere capaci di trarre partito da ogni vicenda!

Ed in effetti, preceduto, in prima, da uno “studio” del prof. Introvigne a proposito di collegamenti fra terrorismo islamico e brigate rosse, in seconda pagina:

 

“Il festino in hotel fa diventare rossa l’UdC”.

 

Non si nomina il deputato, non si indica il segretario di partito, nemmanco la coalizione politica. Ma il rosso associato al festino, sì.

 

Bah; può darsi che la congettura sia figlia delle mie paturnie. Potrebbe anche essere che il titolo di cui sopra si spieghi diversamente.

Belpietro le sue bravi e fidate fonti informative le ha. Fra le righe, non potrebbe aver voluto avvertire i suoi lettori che, a breve, l’UdC diventerà rossa? Nel senso che passerà, armi e bagagli, nella coalizione di governo dei comunisti?

 

Boh; voli pindarici sulle ali della fantasia? E se, su di esse, si involasse un’ala della Cdl?

Allora sì; toccherebbe al cavaliere diventare rosso.

Di rabbia.

Postato da: Eremo a luglio 31, 2007 10:10 | link | commenti (4)

30/07/2007

Polli d’allevamento.

 

Raccontano le cronache d’antan che, durante il tragitto domenicale dalla canonica alla cappella di famiglia del signorotto, al don capitò di imbattersi in un pollastra.

 

Cattiva consigliera la fame,  ampia la tonaca, breve l’inseguimento. Niente di meglio dell’uniforme religiosa per intrappolare e soffocare la peregrina.

Senza riportarla alla luce, l’uomo di chiesa ne fece scivolare il corpo verso l’alto e, li,  la sistemò, al di sopra del giro vita. Così facendo, oltre a non essere scoperto, si riprometteva di rilevarla ed occuparsene in modo consono una volta libero dagli impegni dell’ufficio.

 

In sagrestia, mentre, di fretta, indossava gli abiti talari, dell’avventura rese partecipe e complice il sagrestano. A costui fu prospettata la possibilità di officiare un rito supplementare di ispirazione pagana, una volta assolto quello di rito.

 

La funzione cominciò in ritardo.

Giunti all’ostensorio, le braccia levate in alto, le vesti del prete si tesero al punto da non riuscire più ad ascondere completamente il corpo del reato.

 

Con i fedeli genuflessi, momentaneamente ad occhi bassi, la circostanza fu notata dal coadiuvante dell’officiante.

Questi, cogliendo il momento opportuno, così cantilenò.

“Cala la cotta, domine; ché si vede lù pinnu”;

“Hai fatto bene a parlare in gergo; questi sò scemi e non capiscono.”

 Rispose il prete agganciando e modulamdo verso tonalità basse  l’imbeccata del compare. Canto gregoriano.

 

Ieri, nel corso di un comizio estivo a Rieti, il presidente di AN., G. Fini, ha esposto alcune misure da adottare per la lotta al terrorismo di matrice islamica.

Una di queste vorrebbe l’obbligatorietà dell’uso della lingua italiana per le preghiere ad Allah nelle moschee.

“Non si può restare nel dubbio che, invece dell’invito alla preghiera, gli imam diffondano messaggi di odio.”

 

Le cronache antiche mostrano quanto sia facile sottrarre i polli  all’intelligenza dei credenti.

Quelle moderne quanto arduo sia credere all’intelligenza dei polli.  

Postato da: Eremo a luglio 30, 2007 18:25 | link | commenti

29/07/2007

Rovescio della medaglia,

al valor civile.

Erano nel programma di governo come Pacs; poi, sono diventati DiCo. Se tutto va bene, in prospettiva, dovrebbero diventare Cus. E la regolamentazione dei rapporti delle coppie conviventi si è persa nelle sabbie mobili parlamentari.

Troppi diritti per degli abbinamenti anomali, è stato detto.

 

Anche se, poi, le conclusioni che ne tira sono tutte particolari, ogni tanto, E. Fede ne azzecca una.

Stasera, accorato, leggeva una nota relativa ad un camionista milanese assolto perché non ritenuto colpevole  del reato di abbandono di incapace.

 

Nel 2002, l’uomo aveva chiamato un’ambulanza per far ricoverare una cinquantenne di origini slave, in evidente stato confusionale e ridotta in fin di vita a causa di un tumore non curato, uno stato di forte denutrizione e condizioni igieniche spaventose.

I soccorritori poco avevano potuto fare per salvare la donna che, per 15 anni, con l’uomo (?) aveva convissuto. Avevano, però, denunciato quest’ultimo per abbandono di incapace.

 

E, stasera, il direttore del tg4 ha letto la notizia dell’assoluzione motivata dal fatto che, a normativa vigente, fra i due, non s’era instaurato alcun vincolo.

 

Le cose vanno bene così.

Se una convivenza dovesse comportare dei diritti e dei doveri, in caso di rottura del sodalizio fra Emilio e Silvio, chissà chi incorrerebbe nel reato di cui sopra.

Postato da: Eremo a luglio 29, 2007 20:35 | link | commenti (4)

Aperture

E’ tornato dalle vacanze e, stamattina, dopo il cappuccino, si è offerto alla folla di piazza San Pietro. Per l’Angelus domenicale.

 

Messaggio di grande spessore e profondità.

Il mondo deve rinunciare ai progetti di costruzione di armi nucleari e destinarne i fondi alla cooperazione ed allo sviluppo.

 

Non c’è grande della terra con cui un papa non abbia avuto una qualche forma di contatto personale.

Più di un mese, per una visita a lungo programmata ed accuratamente preparata, a trovare benedetto XVI, nelle stanze del Vaticano, venne il presidente della Casa Bianca.

 

Da allora mi sono sempre chiesto se, nel corso del lungo incontro, abbiano preso un caffè o un aperitivo.    

 

Postato da: Eremo a luglio 29, 2007 20:33 | link | commenti

Past Ori

La mia generazione non mi ha mai permesso di pensare che, siccome è di lì che esce, l’acqua la produce il rubinetto.

E, così, anche  se non l’ho mai incontrato, sapevo che, da qualche parte, ci doveva pur essere qualcuno che, col latte delle pecore, produceva quelle caciotte che, per dimensioni (asimmetriche) e colore (equivoco), non avrebbero mai potuto passare gli occhiuti parametri della commissione europea.

 

La maggior parte andava in cantina a maturare, qualcuna, fino a Natale, avrebbe fornito il companatico. Per mezzogiorno; ed, il giorno dopo, per la sera.

 

Il pastore sapeva che, prima delle gelate invernali, all’inizio di Novembre, avrebbe trovato mio padre ad arare, ed a seminare il grano. Senza bisogno di telefonare, in uno di quei giorni, operava una piccola digressione nel suo tragitto che, all'inizio dell'inverno, lo portava a valle.

I due si incontravano nello stradone attiguo al podere. Quattro chiacchiere e, nel mentre, le caciotte passavano di mano.

Erano il “ringraziamento”( termine rituale) per aver avuto il permesso di lasciar pascolare il gregge dopo la mietitura di Agosto. Veramente, il pastore aspettava fin verso la fine di Settembre. Quando, inframmezzate alle stoppie, le pecore, da brucare, avrebbero trovato un mare di erbe spontanee. Ogni anno. Fin quando il figlio del pastore vendette le pecore e si trasferì in città.

 

In questi giorni, alla radio, sento spesso parlare di pastori.

Giusto oggi E. Bonaccorti, è Settembre, andiamo è tempo di migrare, ne ha fatto un’elegia in stile d’annunziano.

Nel corso della quale, volendo trasmettere all’ascoltatore la sua stessa meraviglia, ha fatto “oh; sapete che, negli ultimi 30 anni, in Italia, son scomparsi il 90% dei postidipastore?”

 

Che vuoi?

E’ uno di quei famosi lavori che i famosi italiani non hanno più la famosa voglia di fare. E che, perciò, vengono affidati ai famosi extracomunitari.

Detto dei postidipastore manco questo è verissimo e, comunque, sarebbe un altro discorso.

 

Due giorni fa, quando è scoppiata l’epidemia di roghi che sta devastando l’Italia meridionale sopratutto, la voce giovane e svelta di una giornalista attivava quella lenta e stanca del prof. Petrini di Slowfood.

Il prof. ha scritto qualcosa in materia ed, a braccio, la riassumeva.

 

Da quando i trasporti si sono ipervelocizzati ed i costi sono stati abbattuti, allevare pecore è diventato antieconomico.

Tot di latte; tot di formaggio; tot di lana; tot di carne; tot di pelle. Quello che parte da Argentina, Nuova Zelanda o, nei carri bestiame, dall’est europeo, sulla tavola degli italiani, arriva sempre più a buon mercato rispetto a quello che si produrrebbe in Italia.

 

Questo, però, avvertiva il prof, non è tirare le somme.

E’ un certo modo di far di conto che lascia fuori dal conteggio voci altrimenti significative per un modo diverso di intendere l’economia.

Con la scomparsa di questo mestiere, si perdono abilità e culture.

Un gregge di pecore, nelle sue migrazioni, bruca il sottobosco che è l’esca più adatta per l’inizio e l’espansione rapida di un incendio. Gli ovini, nel loro peregrinare, con le feci depositano semi e concime.

I pastori sanno  leggere il cielo di notte, sanno prevedere i cambiamenti meteorologici, conoscono e, nei loro spostamenti, presidiano il territorio.

Tutti sanno quanto fondamentale sia, per un rapido spegnimento di un incendio, la tempestività nella rilevazione e la velocità di un primo intervento.   

 

Dicono che, del maiale non si butta niente.

Perchè, delle pecore, si buttano i pastori?

Postato da: Eremo a luglio 29, 2007 00:44 | link | commenti (2)

28/07/2007

Non correre, babbo!

Non bevete; non fumate; non sniffate; andate piano.

Ospite d’onore, il capo dello stato. Anche se non ci sono i big, l’ arco costituzionale è quasi al completo.

Di Pietro ed il “che c’azzecca”; Fini ed il “rispetto”; Bianchi e “velocità è…”

 

Ultimamente, la cronaca ha imposto di parlare della guida in stato di ebrezza. E’ un problema grave perchè, oltre quella del diretto ebrezzato, molte altre vite corrono pericoli.

Perciò, alla vigilia del grande esodo, quando milioni di automobilisti si metteranno in moto, con grande senso di responsabilità, il mondo della politica si è mobilitato.

 

“We are the world, you are the children”; è nata una pubblicità progresso in stile bandaid. Che, a partire da oggi, sarà diramata da radio e televisione.

Un appello agli italiani che partono. Per le vacanze.

 

 

Dopo i continui fallimenti della guerra al terrore, i gravi problemi interni dovuti al cambiamento climatico, il presidente americano, G.W. Bush ha affidato alla NASA il compito di dare lustro alla sua amministrazione. Appelli e proclami.

 

Un atto di sabotaggio ad un computer dello Shuttle ha fatto scattare un’inchiesta interna. Non hanno scoperto l'autore ma l’abitudine di ubriacarsi di molti astronauti, Anche quando partono per viaggi intorno all’atmosfera terrestre.

 

L’analogia con gli USA è ultronea.

I nostri politici ci hanno, da tempo, abituati ad aspettarci pessimi esiti come seguito dell'espressione delle  migliori intenzioni e dei più fermi propositi.

 

L’iniziativa umanitaria porterà ad una depressione della vendite delle classiche cornicette magnetiche che racchiudono le facce sorridenti e gli appelli alla prudenza dei propri cari.

In compenso, però, lo smercio di corna, serti di aglio e gobbetti subirà una violenta accelerazione.  

Postato da: Eremo a luglio 28, 2007 00:10 | link | commenti

Il tempio di Salomon

Piglio, decisione, niente mezzi toni, quando la senti parlare, subito la riconosci.

La voce leggermente roca te ne rafforza l’aura di donna in carriera.

Marina Salomon, lo si sa, è una tosta. Una manager i cui servigi molte amministrazioni pubbliche e private si disputano. Sa far di conto e non guarda in faccia a nessuno.

 

Ospite di A. Forbice, conduttore dello zapping serale sull’informazione televisiva, l’altra sera, afferra a volo il dato diffuso dal Fondo Monetario Internazionale sulle prospettive di crescita dei paesi UE.

Nel ripeterlo non sbaglia neanche uno zerovirgola. Spagna al 2,4; Germania al 3,2, ….Italia all’1,8.

Per non parlare di un secco 6%, della Cina. Dato che non era menzionato dalla nota ma che lei, solerte e puntuale, attinge dalla sua agenda mentale.

L’ho ascoltata spesso, ne leggo, la vedo in tv. La conosco, e so che, adesso, parte.

 

E siamo gli ultimi…e la scarsa competitività….e la scarsa flessibilità….. ed il costo del lavoro….. e la pressione fiscale…

Sempre gli stessi, numerosi, ingredienti per una ricetta per una crescita dell’economia.

 

Che, poi, è sempre la solita economia.

Fatta di auto, petrolio, case, suppellettili, abiti, scarpe, alimenti, bevande….. Al 90% beni di consumo. Per funzionare una società che tutti definiscono consumistica, bisogna consumare. E consuma oggi, e consuma domani.....

 

In Campania siamo sommersi dai rifiuti; fa un caldo bestia con 4, 5 gradi di aumento sulle medie stagionali; sotto gli occhi ho la copia dei disastri ecologici prodotti dalla forzata e prepotente industrializzazione del colosso cinese; i ghiacci polari si stanno sciogliendo; un quasi presidente USA va in giro a pubblicizzare i disastri che il pianeta conoscerà nel prossimo quarto di secolo…

 

Dobbiamo crescere?

Dobbiamo continuare ad edificare un tempio che, inequivocabili segni del cielo ci dicono, sta per crollarci addosso?  

Postato da: Eremo a luglio 28, 2007 00:08 | link | commenti (1)

26/07/2007

Turismo di massa.

Magari gran turismo; ma così è sembrata la Ferrari del brasiliano nel momento in cui, Domenica, veniva mestamente sorpassata dalla Mac Laren di Alonso..

 

Massa critica

Il verdetto della FIA che riconosce la colpevolezza della Mac Laren ma non commina nessuna penalizzazione.

 

Comunicazioni di massa

Chiederò a Battistelli di avere anch’io una spia. Da inserire nel cruscotto, magari.

 

Massa cerebrale

E se ad Hamilton avessero tolto, diciamo, 10 punti; con Raikhonnen che c’ha la sciatalgia, Alonso che ingrassa…..

 

Movimenti di massa

Adesso che l’hanno licenziato, ingaggiamo il Pio Pompa e lo facciamo assumere dalla Mac Laren con il compito di neutralizzare Hamilton. 

 

Postato da: Eremo a luglio 26, 2007 00:31 | link | commenti

Fuochi incrociati

“Ecco; il guaio è che, quand’anche si arrestasse uno di questi autentici criminali, non si riesce di dargli una sonora lezione; I magistrati lo interrogano e, poi, lo rilasciano. Se, invece, lo mandassero a marcire in prigione, dopo che ci è rimasto per un bel po’, trattamento a pane e acqua, una volta in libertà, sarebbe un monito per coloro che ne volessero emulare le gesta. E, così, si potrebbe, se non estirpare, almeno arginare il fenomeno; ecchediamine!”

 

Calma; non è che ho imparato il parsi. E, dopo aver captato con la parabola Teleteheran, mi sia messo a tradurre l’ultimo proclama alla nazione di Ahmadi Nejad.

 

No; è la tirata finale dell’Emilio.

Che, ieri sera, in chiusura di tg, dopo aver aperto numerose finestre per un ragguaglio sulla tragica situazione, così commentava lo scontato parere del suo corrispondente che indicava nell’origine dolosa la causa dei numerosi Incendi che stanno devastando il mezzogiorno d’Italia.

E’ colpa dei magistrati che se ne fregano; cattivi.

 

Nel corso dello stesso tg., come quasi sempre gli capita, sempre di magistrati si era occupato.  

Del gip C. Forleo, in particolare. E delle due ordinanze emesse per chiedere al parlamento la facoltà di acquisire agli atti di un processo, in cui si ipotizza un “ampio disegno criminoso”, le telefonate relative a dei parlamentari 3 Ds, 3 F.I, napuletan’a coppa. Cattiva.

 

Beh, insomma non se ne salva uno. O perché lassisti, o perché persecutorii, di magistrati buoni, in Italia, non ce n’è uno.

 

E. Fede, da giornalista di lungo corso qual è, lo sa, non lo sa, lo sa ma deve far finta di non sapere che, nell’emettere delle ordinanze, nell’ adottare dei provvedimenti, i magistrati devono giustificarli con norme di legge?

E le leggi chi le fa? Chi le approva?

I politici. Nella doppia veste di parlamentari e membri del governo.

 

E se, nell’ambito dell'istituto giudiziario, da diversi anni a questa parte, ne hanno prodotte di ipergarantiste, le hanno ingarbugliate in modo tale da tenere quanto più al riparo possibile la sfera della politica e dei grandi affari dalla giustizia, poi che c’è da meravigliarsi se le stesse norme impediscono di tenere in carcere un piromane?

 

Per sbattere e tenere in galera i piromani e, al contempo, la giustizia lontana dalla sfere alte che bisognerebbe fare?

Una legge uguale per tutti, i potenti; ed una legge uguale per tutti, i comuni mortali?

In pratica, gli anatemi, gli alti lai ed i proclami di questi giorni hanno proprio quasta funzione. Ma non bisogna dirlo.

Per gli arroganti sarebbe una verità incendiaria

Postato da: Eremo a luglio 26, 2007 00:24 | link | commenti

20/07/2007

Te le dò

Con tutta evidenza non riferito alla durata del filmato, un "finiscilo" urlato era l'audio del video che non avevo visto.

Il giorno seguente la carta stampata ne era piena. Che era successo?

Il Tg di Italia1 aveva pescato  in rete un filmato amatoriale realizzato dai soliti ragazzi col solito telefonino. Dopo una rincorsa in stile gueriero kendo, uno studente tirava una bastonata sulla statuetta di un Cristo che, divelto dalla croce, era stato appoggiato nelll'angolo di una cattedra di un'aula scolastica.  Forse,  per non mandare scene cruente, il filmato si interompeva prima di documentare  il risultato della bastonata.

Vabbene, mi ero detto, è la solita storia. Chissà con quali obiettivi o proprio con lo scopo di darle addosso, da tempo, era in atto una campagna alimentata da miriadi di filmatini amatoriali con, al centro, la scuola pubblica ed il suo degrado. Operazione indegna perchè, se ci fossero ed andassero in onda dei filmati che documantassero  una piccola percentuale degli episodi scandalosi che, quotidianamente, avvengono nei settori più disparati, inguaiti di per loro già lo sono, ma tutti ne uscirebbero con le ossa rotte. E questo tanto per certificare, come se ce ne fosse bisogno, l'enorme potere mediatico della lanterna magica.

Commenti a non finire; il Vaticano stgmatizzò la mancanza di rispetto per la religione; chi ci vide il segno di un decadenza irreversibile; chi il tradimento dei valori occidentali; chi un'ulteriore prova del relativismo etico disgregatore di comunità. 

Più o meno la stessa indignazione messa in mostra in occasione delle vignette danesi che sbertucciavano Maometto ed i suoi profeti. Naturalmente, al contrario. Qui a favore della vittima; là in favore dei blasfemi.

Bah, mi dissi, si deve pur passare il tempo; i professionisti dell'informazione e dell'opinione sono tanti; Però, quanto casino per quattro ragazzi che, in attesa di esere esaminati, stemperano l'ansia su quello che, alla fin fine, proprio perchè neanche consacrato, è nientaltro che un pezzo di plastica. Da parte di chi, poi? Di chi è pronto ad evocare gli stessi valori etici per giustificare bombardamenti e massacri di intere popolazioni. Fatte di persone in carne ed ossa. Mala tempora.

"Un anno di affidamento ai lavori sociali". Chi? Dopo Previti, anche Dell'Utri? No; lo studente deicida.

Pochi giorni dopo il fattaccio, infatti, Fioroni aveva mandato i suoi  ispettori nella sede dove l'episodio poco edificante era avvenuto. In capo ad una settimana, espletati gli accertamenti del caso, lo studente era stato censurato e, come punizione, si era visto comminare una pena di un anno di affidamento ai lavori sociali, appunto. Ed alla Charitas, per giunta. 

Che dire? Una volta tanto, un ministro si era mostrato solerte e tempestivo. Lo studente avrà un anno per riflettere sulla lezione. Difficile dire quale.

Diventerà più rispettoso riguardo i simboli di fede? Oppure, facendosi qualche conticino in tasca, capirà che corrompere qualche giudice, magari non quelli del Sinedrio che non erano addetti alla cassa, sia più conveniente di tirare qualche pomodoro in faccia all'effige di un ministro.

Postato da: Eremo a luglio 20, 2007 12:27 | link | commenti

Bugie&vecchi merletti

 

Quando, giungendo trafelato nello studio di G. Ferrara, la raccontò, sembrò quasi un eroe.

 

Era il giorno in cui, G. W. Bush era arrivato in Italia. In visita di stato, al Vaticano.

Nello studio dove si commentava l’avvenimento, il senatore G. Selva spiegò il suo ritardo col fatto che, quando si era accorto che Roma era praticamente bloccata, e che la circolazione era inibita persino ai parlamentari, aveva finto un malore ed, a sirene spiegate, si era fatto portare da un’ambulanza nei pressi dell’ospedale poco lontano dallo studio televisivo.

 

Dovendo stare attenti a passare sotto silenzio le bugie del presidente più bugiardo degli americani, la furbata venne accolta con un sorrisetto di umana comprensione, se non di simpatia, da G. Ferrara e dai suoi ospiti.

 

Poi, meglio di quanto avrebbe potuto fare lo stesso presidente, Gustavo spiegò la strategia di G. W. Bush; il rischio cui esponeva l’America; i pericoli per la nostra civiltà; la democrazia, la giustizia e via discorrendo.

 

Un paio di giorni dopo, con Roma tornata alla normalità, G. Marrazzo, Presidente della Regione Lazio, denunciò G. Selva.

 

Furto ed interruzione di pubblico servizio.

E, così, si seppe che i connotati della marachella non erano proprio quelli della versione ufficiale.

Infatti, qualche addetto all’ambulanza che si era rifiutato di assecondare i desiderata del senatore di A.N. era stato malmenato dalla scorta del parlamentare.

 

La cosa era grave; polemiche a non finire; G. Selva si dimette, la stampa annunciò.

Qualche giornalista fece notare che, fra dimettersi e presentare le dimissioni, c’era una certa differenza.

 

Ed infatti; dopo poco più di un mese dalla vicenda, le polemiche che le dimissioni annunciate avevano fatto rientrare, contrordine.

G. Selva ritira le dimissioni.

 

Sono stati i miei elettori che me l’hanno chiesto; non posso far mancare il mio voto che, in questo momento, è così importante per le sorti del paese; se il Senato non accettasse le dimissioni, emetterebbe un giudizio che metterebbe in difficoltà il giudice..

Insomma, tanti merletti. Per noi, poveri merli.

Postato da: Eremo a luglio 20, 2007 00:10 | link | commenti

17/07/2007

Coron'aria

Servito su di un piatto d'argento, un Khaled, che ti si esibisce a Summonte, a soli 20 Km. da casa, è un'occasione unica e da non perdere. Assolutamente.

Per cui, anche senza compagnia, prendi l'auto e vai. E non ti fai, certo, scoraggiare dal pensiero di dover traversare, da cima a fondo, un capoluogo di provincia nato male e sviluppatosi peggio.

Lungo e tortuoso, il percorso alternativo non era neanche da prendere in considerazione. Alte le probabilità di perdervisi e, di conseguenza, mancare un concerto memorabile. Gratis et amore dei,  per giunta.

Imbottigliato nel traffico cittadino in un tardo pomeriggio di un sabato estivo, cominci a sentire l'afa che ti avviluppa ed i nervi che ti si aggrovigliano
Contro l'afa non puoi niente. I nervi, invece, li puoi ingannare distogliendo l'attenzione dal cofano dell'auto che ti precede per indirizzarla su passanti, cartelloni pubblicitari, bar, vetrine di negozi. Ed  edicole.

Ne avrò incontrate 5 o 6. Tutte bell'e impacchettate in locandine, rese sgargianti  da  figure illustrate con didascalie a caratteri cubitali. Di solito, quando la combinazione sosta/edicola è quella giusta, i nervi ne traggono un maggior beneficio.

Non Sabato, però.
La coincidenza mi si è presentata due o tre volte ma, anzichè calmarli, le oasi felici, i nervi, me li hanno esacerbati.

"La mia storia, la mia prigione" incorniciavano un guerriero samurai dalla possente muscolatura. Che, più che la faccia, sono i segni distintivi del Corona.

Eh, no.
Che, dal passaggio per la sua prigione, ricaverà un boost pubblicitario non c'era di certo bisogno che, incredulo e meravigliato per tanta fortuna cadutagli addosso, fosse proprio lui a ricordarlo nei numerosi talk shows in cui la sua presenza è richiesta.
Ma, dico io.
Viviamo in mondi paralleli e distanti, compartimenti stagni; io non sconfinerò nel tuo. Per quante ne farai, nel mio neanche a passeggiare ti capiterà di venirci. Se succederà a me di farla grossa, in prigione, andrò e non sarà, di certo, dorata.  D'accordo, fa parte delle regole del gioco, così funziona il sistema. Mai, però, potrò capacitarmi del fatto che tu mi debba essere proposto, ed anche muto da una locandina,  parlarmi  in ogni dove. Mentre non c’è luogo dove la giusta contraria possa capitare a me. A prescindere dal fatto che te lo auguri o meno.

Da Buttafuoco, su La7, Fabrizio puntualizzava che, fra gli orizzzonti che la prigione gli aveva dianzi dischiuso, c’era anche quello di buttarsi in politica.
Più giovane, più bello, più aitante, meno ricco, sfrontato quanto un presidente. Al pari di lui, le palle le ha. Il sistema mediatico gli permette di dirle e di portarle dappertutto.
G. Scotti, Zanicchi, Cavagna, Carlucci, Santanché…di precedenti incoraggianti ce ne sono tanti.
Ora, gli sconquassi della politica fanno presagire un ricorso anticipato alle urne; la campagna pubblicitaria è già bell’e confezionata;  si può scommettere, di sicuro, sulla sua entrata a Montecitorio.

Alla fine della conferenza stampa per il lancio dell’ultima evoluzione di cellulare, la manager americana, volendo concluderne brillantemente la presentazione, ebbe a dire che, col nuovo modello, ad eccezione del caffè, ci si poteva fare tutto.

Tzè; e gli onorevoli? 
Da noi, escono dalla prigione. Espressamente.

Postato da: Eremo a luglio 17, 2007 13:00 | link | commenti

10/07/2007

Maggioranza a opposizione

Era una notte...no; era una sera e, causa un autunno dolce e soleggiato, neanche tanto buia; tempestosa, di certo, perchè, col governo Dini sempre in bilico, allora come ora, il mondo della politica fermentava.

Il televideo "Berlusconi spiato" già mi aveva annunciato che la cena sarebbe andata di traverso. Ed infatti; il mezzobusto di partenza neanche aveva finito di preparare un cappello per il fattaccio che veniva rimpiazzato dal re dei mezzobusti. In doppiopetto.