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11/09/2007

The day vaffa

Il giorno in cui ne lessi, poco ci mancò che mi piegassi in due per le risate. Un sentenza della Corte di Cassazione aveva sdoganato l’uso del “vaffa”.
Vai a capire attraverso quali arzigogoli ci erano arrivati ma, da quel dì, estate 2007 appena trascorsa, mandare qualcuno a vaffare non sarebbe stato più reato.

Tax day, gay pride, family day, oramai, il calendario nostrano ha più day che santi, e Beppe Grillo cogliendo la ghiotta occasione, pensò bene di aggiungerne un altro. Il vaffa day.

Una giornata catartica dedicata a mandare a quel paese l’intera classe politica del belpaese.
Il tutto finalizzato ad una raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare tesa a smantellare il sistema partitico. La data scelta per l’evento non poteva che essere l’ 8 Settembre come giorno simbolo di tutte le italiche rotte.

E’ dai tempi degli sberleffi per i socialisti craxiani che il comico genovese ha, consensualmente, risolto il suo rapporto coi circuiti televisivi; o, almeno, con quelli del duopolio.
Come mezzo di comunicazione ha un suo blog che, pur essendo il più conosciuto ed il più frequentato dei siti italiani, resta, pur sempre, un blog. Neanche lontanamente paragonabile a sezioni, circoli, comitati elettorali o radio di partito.

Eppure con questo solo supporto comunicativo, coordinando adesioni entusiatiche e disinteressate, è riuscito ad organizzare una giornata in cui, nelle piazze delle città italiane, grandi e piccine, si sono spontaneamente riunite centinaia di migliaia di cittadini.
Tutti accomunati da un’unica passione. Lo sfizio, cioè, di vaffare quella che, comunemente, viene definita “casta”.

Dopo il successo straordinario dell’iniziativa, un po’ tutti, grande stampa e grande politica, si sono interessati dell’evento che è stato definito l’apoteosi dell’antipolitica.

A mio parere, invece, il fatto che, senza nessun tipo di incentivo o di tornaconto personale,  tanta gente abbia partecipato all’evento dimostra che la passione politica, in Italia, è forte e potente.
E che, senza generalizzare, l’ostacolo che non le permette di manifestarsi, è costituito proprio da una classe politica, persa nelle sue logiche, autoreferente e sempre più lontana da un esercizio democratico del potere.
    

Postato da: Eremo a settembre 11, 2007 13:14 | link | commenti (4)


Commenti
#1   11 Settembre 2007 - 13:58
 
"Autoreferente" è il miglior aggettivo che si possa usare per definire la politica italiana. Per il resto ricominciamo a valorizzare i santi che questi continui day un pochino sì ma poi...ormai il nostro tempo è scandito da calendari di veline e day di qualche cosa.
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#2   12 Settembre 2007 - 22:09
 
Casta, il termine scelto da G.A. Stella ed A. Rizzo, mi sembra proprio azzeccato ed, in fondo, è un sinomimo per "autoreferente".

Come una casta indiana rigida e con valori ed interessi che appartengono a loro e solo a loro.

Comunque, 'sti days mi ricordano tanto il thanksgiving day, independence day...stiamo diventando americani proprio quando loro hanno imboccato il sunset boulevard, il viale del tramonto.
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#3   12 Settembre 2007 - 23:17
 
Molto probabile che abbiano la loro origine da lì. Però giustamente noi arriviamo quando stanno già facendo i fuochi.
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#4   13 Settembre 2007 - 09:13
 
Potresti anche non condividere e, se ho capito qual è il tuo orientamento politico, non condividerai ma questo è un altro segno che siamo una provincia dell'impero.

Abbiamo le authorities; facciamo le conventions; si organizzano i meetings; adottiamo lo spoil system........è una sorta di rivoluzione culturale di tipo maoista.
A guidarla, invece delle guardie rosse, c'abbiamo il fascino discreto del potere.

Mi sa, però, che quando la riconversione culturale arriverà a compimento, ci accorgeremo che il centro ispiratore si è dissolto.

A noi, che ce ne frega?
Quando succederà, saremo diventati mongoli a parte intera.

E Pupo, in quanto più mongolo dei mongoli, non possiamo permetterci il lusso di lasciarlo a casa. Ci serve come biglietto d'ingresso.
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