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11/09/2007

Vamos a Gazar

Ci mancava l’ultimo ingrediente e, stanotte, puntuale, è arrivato.
In Israele, alle prime ore dell’alba, un razzo sparato dal villaggio palestinese di Beit Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza, ha colpito una tenda vuota in un campo addestramento reclute con mansioni amministrative, alla periferia del kibbutz Zikkim, ad 1 km dal confine. 

“At least 66 Israel Defense Forces soldiers were wounded in the early hours of Tuesday morning when a Qassam rocket fired from the Gaza Strip struck a non-combat IDF basic training base near Kibbutz Zikkim, about 1 kilometer inside Israeli territory.  (Haaretz Tue., September 11, 2007 Elul 28, 5767).

Le schegge del razzo hanno colpito le tende vicine. Si contano 66 feriti dei quali uno grave e quattro con ferite serie. I razzi, in verità, erano due; l’altro si è perso nel deserto del Negev settentrionale. I lanci sono stati tempestivamente rivendicati  dal Jihad islamico e dai Comitati di Resistenza Popolare.

Per adesso, non c’è stata nessuna reazione dell’esercito di Tel Aviv ma, dalle dichiarazioni di ministri del governo Olmert, essa non si farà attendere e sarà durissima.

Niente di nuovo sotto il sole. Anzi, tutto sembra seguire un copione già scritto con un canovaccio fisso, rigido e preordinato.

Stavolta, il lancio di razzi sembra essere capitato al momento opportuno perché è da settimane che il ministro della difesa del governo israeliano, E. Barak, con l’obiettivo di porre fine ai reiterati lanci di Qassam sulla cittadina di Sderot, oltre alla possibilità di tagliare l’erogazione di acqua e corrente elettrica, aveva manifestato l’intenzione di lanciare un massiccio attacco di terra su Gaza. 

Infatti, su Haaretz del 6 Settembre, dopo la cronaca della solita violenta rappresaglia che aveva causato la morte di una dozzina di palestinesi, un articolo di A. Harel e di B. Ravid riportava i punti in discussione durante una riunione del consiglio di gabinetto dei ministri del governo Olmert. Fra l’altro:

“ Defense Minister Ehud Barak said yesterday that the Israel Defense Forces was moving closer to an extensive ground action in the Gaza Strip, "in order to halt the rocket fire and the strengthening [of militant organizations]………..
……. Vice Premier Haim Ramon (Kadima) reiterated that electricity to Gaza should be interrupted after every rocket.” ( Haaretz, Thu., September 06, 2007 Elul 23, 5767).

Se, al momento, si decise di soprassedere, col recente lancio di razzi ed il conseguente ferimento di 66 reclute i tempi sono giunti a maturazione. Per cui, è solo questione di ore, c’è da aspettarsi l’inizio dell’ennesima mattanza.

La situazione di base è sempre quella e, nella zona, va avanti da almeno una mezza dozzina d’anni. E’ una tragedia immane in cui l’ultima cosa sensata sarebbe quella di stabilire una gerarchia di torti e ragioni.

Però è proprio questo l’indirizzo della Comunità Internazionale. Che invece d’intervenire d’autorità, in modo drastico e risolutivo, per imporre la propria volontà pacificatrice. si limita a sponsorizzare questo o quello dei tragici duellanti. Coll’evidente risultato di perpetuare una tragedia che, già un decennio fa, ha festeggiato il mezzo secolo di vita. O di morte.  

Postato da: Eremo a settembre 11, 2007 13:17 | link | commenti


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