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Duemilaeuno, odissea nel terrore.
Non penso che ci sia qualcuno del mondo cosiddetto civilizzato che non ricordi dov’era, cosa faceva e cosa ha provato quel pomeriggio (quella mattina nelle Americhe, quella sera in Asia) dell’11 Settembre 2001.
Io, personalmente, ero seduto davanti ad un tavolino dall’equilibrio precario, all’ombra della chioma larga e pesante del pino mediterraneo, nell’angolo lontano dalle pompe della stazione di servizio del mio amico Amatuccio.
Il caldo insopportabile dell’estate era alle spalle; tuttavia, sotto un cielo noiosamente lattiginoso, serpeggiava un po’ d’afa; pochi gli automobilisti che si fermavano per fare rifornimento.
Al solito, c’era anche Liberato; un pò si chiacchierava; un pò si discuteva animatamente non tralasciando nessuno dei temi dello scibile umano
Ad un tratto, in lontananza, curva sul manubrio della bici, auricolare all’orecchio, radio nella tasca posteriore della maglietta, si vede la sagoma di Gaetano impegnato nel solito giro pomeridiano della valle.
Quando sarebbe passato davanti alla pompa, ci sarebbe stato il solito sfottò incrociato.
Quel pomeriggio, la sagoma rallenta e si ferma.
“Hann’attaccat’America”, esclama con un po’ di fiatone.
“Che dici?” gli si risponde fra il divertito e l’incredulo.
“Hanno bombardat’ America cù quatt’o cinque apparecchie (aerei)” continua nel mentre che scende dalla bici e si dirige verso di noi.
Toglie il jack delle cuffie dallo slot della radiolina ed, in diretta, possiamo ascoltare i primi confusi resoconti sul tragico avvenimento.
Si è intorno alle 4 del pomeriggio; l’unica cosa di intelligibile è che due aerei si sono schiantati contro le Twin Towers del World Trade Center di New York.
Sono perplesso e mi vien quasi di pensare alla celebre trasmissione radio con la quale Orson Wells provocò scene di panico collettivo trasmettendo la radiocronaca dello sbarco dei marziani sulla terra.
La mia bici è poco lontano.
Saluto, la prendo e vado a casa. Accendo la tele; la programmazione prevista è stata interrotta. Mi fermo sul Tg5 che rimanda in continuazione il filmato del doppio impatto dei Boeing contro le torri gemelle. Mi sorprendo inebetito, che succede? Non sono convinto che quello che vedo sia realmente accaduto; mi sembra di vedere un film con gli effetti speciali costruiti al computer.
La sera, al circolo,ho la finale del torneo di bocce. Anche chi non si aggiunge alla conversazione e non ne parla, si vede che è al tragico evento che sta pensando.
I morti che, nel pomeriggio, si stimavano sui 50, 60.000, sono diventati 5, 6.000.
Nei giorni seguenti, servizi ed articoli; non si parla d’altro.
Fino a quando, il Presidente USA, G.W.Bush annuncia la “guerra al terrorismo”.
Fu allora che capii che, era vero, dopo l’11 Settembre, niente sarebbe più stato come prima.
Che, ad essere colpiti e distrutti non erano stati solo il Pentagono e le Twin Towers ma il ben dell’intelletto dell’ humana gens.
Cominciava la guerra preventiva al terrore che, ad oggi, 6 anni dopo il tragico evento, come risultato tangibile e verificabile, ha ottenuto solo di moltiplicarlo, il terrore.
