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W il PGI
Tafazzi, il tipo che, in calzamaglia nera, si autoappioppa delle tremende bottigliate sulle parti intime è uno dei personaggi più riusciti del trio Aldo Giovanni & Giacomo.
Come sinonimo di masochismo, ne è derivato “tafazzismo”.
In politica, iscritti, attivisti, simpatizzanti, dirigenti, per loro stessa ammissione, i tafazzzzisti per antonomasia, quelli per eccellenza, sono i diessini. Che, ieri, a Bologna, in attesa di sciogliersi nel nascente Partito Democratico, hanno tenuto l’ultima(?) festa de “l’Unità”.
Sabato sera, caldo/fresco di vaffa day, come ospite d’onore, c’era Beppe Grillo,
Sull’onda lunga del successo dell’iniziativa dell’8 Settembre, come se il pubblico fosse ancora quello di p.zza Maggiore, il comico genovese non si è mostrato per niente accomodante o diplomatico. Ha sciorinato una monumentale performance delle sue vaffanculando tutto il gruppo dirigente di quello che fu il Partito Comunista Italiano.
Bah; è da mò che ho smesso di avere come referenti politici i nipotini degeneri di K. Marx, ma c’è da rimanere allibiti. In prossimità della conclusione della lunga marcia nel deserto cominciata col congresso della Bolognina, quello che sancì la fine del partito di Gramsci e Togliatti, se non di meglio, non si poteva scegliere qualcosa di meno urticante?
D’accordo; siamo in democrazia ed il dissenso ne è il sale. Ma là sono volati veri e propri insulti che, se non sono adatti per celebrare la conclusione di un ciclo storico, ancor di meno lo sono quando ne inizia un altro.
Si tratta di vedere qual è la nuova epoca che, Sabato sera, è andata a cominciare.
Quella del Partito Democratico o quella del Partito Grillista Internazionale.
